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14.11.2017

Scuola-lavoro, il modello Beretta funziona

I ragazzi del Beretta protagonisti del progetto di alternaza tra scuola e lavoro pensato con le Saleri
I ragazzi del Beretta protagonisti del progetto di alternaza tra scuola e lavoro pensato con le Saleri

Molto si è parlato nelle scorse settimane della famigerata alternanza scuola-lavoro. Con gli studenti molto più che critici nei confronti di un modello che rischia di portare a forzature e distorsioni.

Ma quello che ha preso vita in Valtrompia, all’Itis Beretta di Gardone, pare avere tutte le carte in regola per diventare un progetto pilota.

La proposta. In cabina di regia ci sono gli ingegneri delle Industrie Saleri Italo di Lumezzane, che sono riusciti a coinvolgere ed entusiasmare i ragazzi rendendoli parte attiva in un percorso di alternanza davvero innovativo. «Lo scorso anno l’azienda ha proposto un progetto che parlava di mobilità sostenibile - spiega Caterina Saleri, coordinatrice dell’iniziativa - per questa nuova edizione i partecipanti sono chiamati a esprimersi sulle automobili del futuro». L’automotive è il core-business della Saleri di Lumezzane, leader nella produzione di pompe e sistemi di raffreddamento.

«Vehicles 2050», questo il nome del progetto, coinvolge 80 alunni delle classi quinte dell’Itis e 20 del liceo. Questi ultimi si occuperanno della fase di ricerca sulle normative legate alle emissioni e faranno un’analisi dei competitor, da qui partirà una fase di brainstorming per permettere ai compagni dell’istituto tecnico di elaborare alcune idee da proporre all’azienda.

«I liceali raccoglieranno informazioni tramite l’utilizzo di modelli gestionali - spiega il direttore della progettazione Marco Pedersoli - Grazie ai dati raccolti accompagneremo le 4 classi dell’Itis in un confronto di idee per spingere i ragazzi a progettare e immaginare l’auto del futuro». Ad aprile è previsto poi uno stage nello stabilimento della Saleri.

«TERMINATA la fase di ricerca e confronto - prosegue Caterina Saleri - simuleremo quello che succede realmente nel nostro lavoro quando dobbiamo costruire un team: aiuteremo i ragazzi a prendere consapevolezza delle loro capacità e competenze».

Questo approccio al mondo del lavoro vuole anche essere un percorso di orientamento per le future scelte professionali o di studio. «In questo contesto gli studenti apprendono per osmosi - conclude Pedersoli - La classica alternanza lascia poco».

E i ragazzi che ne pensano? «Apprezziamo questa opportunità - risponde Luca, studente dell’Itis all’ultimo anno - E sappiamo bene di essere un’oasi felice: chi fa questo percorso di studio trova lavoro con estrema facilità».

Come conferma l’insegnante Roberto Pollione: «Chi cerca neo diplomati in meccanica ed elettronica deve prenotarli in quarta, quelli di quinta hanno già un lavoro ancora prima di finire il loro percorso di studi».

Marco Benasseni
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