Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o scorrendo questa pagina acconsenti all'uso dei cookie.
sabato, 22 settembre 2018

Sostegno
scolastico, la
rivolta dei genitori

Garantita la continuità del servizio dal 12 settembre ma le materne sono rimaste scoperte

Le rassicurazioni fornite dal Comune di Lumezzane non sono bastate a tranquillizzare i genitori che usufruiscono del servizio di assistenza ad personam nelle scuole della Valgobbia. Molte famiglie si dicono preoccupate per il futuro dei propri figli ma anche per la qualità del servizio offerto, che dopo 22 anni non sarà più gestito dalla locale Cvl ma da una cooperativa di Catania che ha vinto grazie a un’offerta economica particolarmente vantaggiosa.

«SIAMO FELICI di avere appreso che il servizio sarà garantito a partire dal 12 settembre, giorno di inizio delle scuole elementari e medie - precisano alcuni genitori in una lunga lettera firmata da quasi 100 sottoscrittori - Peccato che le scuole dell’infanzia siano già iniziate e i bambini di questa fascia siano rimasti scoperti. Era prevedibile visto che si è deciso di fare un bando in estate i cui risultati sono stati resi pubblici il 4 settembre - giorno in cui hanno aperto le scuole dell’infanzia - Ci fa soffrire e ci indigna che la cooperativa Cvl, presente sul nostro territorio da più di 30 anni, che risponde a tutte le esigenze delle famiglie, che collabora magistralmente con le scuole, il Comune e tutte le agenzie presenti sul territorio, che ha presentato il progetto migliore, abbia perso. Siamo veramente arrabbiati. A vincere è sempre il portafoglio. E lo siamo ancora di più dopo avere letto le parole di chi dovrebbe tutelare i più deboli e invece tutela solo i propri interessi».

I GENITORI vedono calpestati i diritti dei propri figli, si interrogano sui criteri valutati in sede di gara e si dicono preoccupati per la proposta economica (al ribasso) messa nero su bianco dalla coop di Catania. Sono proprio i diretti interessati a vivere quotidianamente l’importanza di una figura di riferimento indispensabile per il bambino, con una formazione e una preparazione adeguate e del tempo necessario per stendere un progetto individuale. Oltre ai timori sulla qualità dei servizi offerti dalla nuova cooperativa, ci sono però anche le preoccupazioni per le sorti degli operatori. Il Comune ha rassicurato gli assistenti ricordando che nel bando è prescritto l’assorbimento di tutto il personale, ma la clausola pare non basti a tranquillizzare i diretti interessati. C’è chi teme un peggioramento delle condizioni contrattuali, paventando un abbassamento della qualità del servizio. Non a caso in queste ore alcune operatrici via social hanno fatto circolare un messaggio nel quale si invita tutti a tenere alta l’attenzione. Solo voci, per il momento, paure più o meno giustificate, ma il forte ribasso dell’offerta presentata è comunque considerato anche dagli operatori (non solo dai genitori) un campanello d’allarme.

«NOSTRA FIGLIA l’anno scorso avrebbe dovuto iniziare la scuola dell’infanzia ma abbiamo deciso in accordo con l’assistente ad personam e ad altre figure di riferimento di farla aspettare altri dodici mesi per prepararla a questo passaggio. Abbiamo lavorato un intero anno, la sua assistente ha costruito dei giochi per lei e ora rischiamo di perderla?». Insomma, i genitori sperano che le verifiche in corso in Comune siano cautelative anche in questo senso e non solo per l’immediato ma anche per i mesi a venire. In attesa dell’assegnazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA