Aprono i rifugi, piccoli alberghi d'alta quota

di Fausto Camerini
LA STAGIONE 2011. Con l'estate si rianima un servizio prezioso per gli escursionisti. Cento anni fa al Colle San Fermo nacque la capanna Morèn: era la prima struttura del genere, ora sono una quarantina
Il rifugio Gnutti in Val Miller
Il rifugio Gnutti in Val Miller
Il rifugio Gnutti in Val Miller
Il rifugio Gnutti in Val Miller

Cent'anni fa, nel 1911, veniva costruito un nuovo rifugio al Colle di San Fermo, la capanna Morèn, diventata poi Rifugio Coppellotti ed oggi Rifugio San Fermo. Non c'è n'eran molti altri allora sulle montagne bresciane: c'era la Capanna Baitone diventata poi il rifugio Tonolini, c'era il Prudenzini, il rifugio Almici sul Monte Guglielmo e basta. Ed erano in pochi, generalmente borghesi benestanti, ad andare per diletto in mezzo alle montagne ed esplorare valli e creste, raggiungere cime ancora pressochè sconosciute.
Oggi tra rifugi ed alberghetti che fanno da base di partenza per le nostre escursioni in provincia di Brescia ce ne sono oltre 40, disseminati nel versante orientale delle Orobie, nel gruppo Gavia-Sobretta e nel massiccio dell'Ortles Cevedale, nel gruppo dell'Adamello, nelle Prealpi Bresciane. E con l'avvento della bella stagione i rifugi escono dal letargo invernale mentre i sentieri lì attorno si popolano di appassionati vogliosi di camminare, di respirare aria pulita, di godere del silenzio delle montagne rotto solo dall'alitare del vento.
COME GIÀ LO SCORSO anno l'Assorifugi propone agli appassionati una serie di interessanti iniziative. In ogni rifugi lombardo ci sarà la consueta schedina Girarifugi dove l'escursionista potrà raccogliere i timbri ad ogni passaggio. Visto poi il successo del Cantarifugi 2010 anche quest'estate diversi rifugi ospiteranno cori alpini che con i loro canti allieteranno le serate mentre si potranno degustare vini e specialità culinarie della Valle Camonica e della Franciacorta.
I gestori dei rifugi sono poi sempre a disposizione di alpinisti ed escursionisti per consigli, informazioni sullo stato dei sentieri e dei ghiacciai, attrezzatura necessaria. Chiedere un'informazione in più a volte può evitare che una bella gita si trasformi in tragedia. Occorre sempre tenere presente che, anche quando si va a camminare su facili sentieri segnalati la montagna non è mai priva di pericoli.
IL MALTEMPO che, soprattutto in estate, può arrivare da un momento all'altro, gli incidenti, le scivolate, le temperature che certi giorni scendono velocemente verso lo zero anche se si è partiti con un caldo afoso: i piedi devono essere calzati in scarponi adatti, non in scarpe da ginnastica o peggio; nel nostro zaino non devono mai mancare indumenti pesanti oltre alla attrezzatura alpinistica eventualmente necessaria, una buona carta topografica, meglio se c'è anche bussola ed altimetro, un kit di primo soccorso, borraccia, viveri. Macchina fotografica? Certo; vista la bellezza delle montagne bresciane è un attrezzo quasi obbligatorio.
E poi via, zaino in spalla, a camminare sino al rifugio; una buona cena, un sonno ristoratore e, il giorno dopo, partenza per una delle tante magiche vette delle nostre montagne. Magari il Monte Adamello, il più alto di tutta la provincia di Brescia
In inverno sono le motoslitte. In estate invece a volte la tranquillità della montagna è rotta dal rombo dei quad, veicoli che vengono utilizzati per divertirsi a scorazzare anche sui sentieri e nei parchi dove tale utilizzo è proibito. Lecito è l'uso per motivi di lavoro o per rifornire i rifugi. Chi dovesse incontrarne è invitato a segnalarne la presenza ai rifugisti ed eventualmente anche alla stazione dei carabinieri indicando orario e luogo.
Purtroppo a volte la burocrazia e le inutili complicazioni arrivano anche in alta quota. Le leggi obbligherebbero i gestori dei rifugi a segnalare alla Pubblica sicurezza i nomi di chi si ferma a dormire, quasi fossero alberghi. «Per essere esentati da questo compito per molti di noi praticamente inattuabile - spiega Gino Baccanelli, presidente dell'Assorifugi - occorre essere iscritto nell'elenco regionale dei rifugi mai esistito prima ma che proprio in questi giorni sta entrando in funzione. Unico problema: ci si deve iscrivere on-line tramite un programma che funziona a singhiozzo, complicato, cervellotico. Alcuni gestori hanno provato già quattro o cinque volte ad iscriversi ma senza esito». Così, ad oggi, non si sa quanti rifugi sono riusciti, con molta fatica, a mettersi in regola.

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