Cinghiali sotto controllo. Gli indennizzi sono in calo

Cinghiali: 144 quelli catturati
Cinghiali: 144 quelli catturati
Cinghiali: 144 quelli catturati
Cinghiali: 144 quelli catturati

Caccia e agricoltura vanno d'accordo, o almeno dovrebbero. Soprattutto nella lotta alla fauna selvatica che provoca danni ai raccolti. Il Broletto con il braccio operativo della Polizia provinciale è impegnato nella lotta a cinghiali, nutrie, corvidi e piccioni. E tuttavia ogni anno deve sborsare migliaia di euro di indennizzi.
LA PRESENTAZIONE del calendario venatorio è stata occasione per fare il punto anche su questo fronte con la responsabile dell'Ufficio faunistico Michela Giacomelli, con Dario Saleri che guida le guardie nell'Ambito unico e Gianluca Cominini per la Vallecamonica.
Emerge che quest'anno sono stati catturati 144 cinghiali, 3.800 nutrie e 1.653 corvidi. L'anno scorso solo i cinghiali erano stati 544, presi nelle 8 zone di caccia con 854 cacciatori autorizzati in 16 squadre che agiscono nel periodo venatorio. Per il resto dell'anno ci pensano le guardie.
Ad oggi gli indenizzi per i danni da cinghiale ammontano a 4.500 euro nelle valli e 12 mila in pianura. Un anno fa erano stati nell'ordine 55 mila e 45 mila euro. Le nutrie hanno richiesto 20 mila euro (più del doppio nel 2011).
«Dal primo luglio è scoppiata la polemica sulla presenza di cinghiali in Valcamonica e stanno aumentando le richieste di danni - dice Cominini -: abbiamo intensificato i controlli e solo in luglio ne abbiamo abbattuti oltre 20 nel comprensorio 3».
I cacciatori bresciani sono comunque distribuiti su tutto il territorio. Dei 24.569 attuali il grosso opera nell'Ambito unico di pianura. Sono 16.437, due terzi per la vagante e un terzo per gli appostamenti fissi. Negli 8 comprensori alpini sono invece 6.600 (4.114 più 2.486). Un anno fa in pianura ce n'erano 18.046 e nelle valli 7.258. MI.VA.
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