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Corrado Ghirardelli

di Natalia Danesi

 Corrado Ghirardelli, 47 anni, ha tra le altre le deleghe all’Innovazione e ai Trasporti
Corrado Ghirardelli, 47 anni, ha tra le altre le deleghe all’Innovazione e ai Trasporti

 Corrado Ghirardelli, 47 anni, ha tra le altre le deleghe all’Innovazione e ai Trasporti
Corrado Ghirardelli, 47 anni, ha tra le altre le deleghe all’Innovazione e ai Trasporti

La sua missione è «svecchiare» la provincia. Il che significa lavorare sulla pubblica amministrazione; ma anche offrire ai bresciani la possibilità, se lo vogliono, di fruire delle opportunità offerte dalla tecnologia. L'assessore Corrado Ghirardelli fa dell'Innovazione il suo baluardo. E dice di farlo se non a costo zero, quasi.
Assessore, qual è il progetto su cui punterà nei prossimi mesi?
«Abbiamo appena chiuso l'accordo con la Regione ed Infratel per portare sul territorio provinciale 30 milioni di euro per il progetto banda larga. Vorrei che tutta la Provincia possa disporre di una connessione Internet veloce e che la totalità dei Comuni fosse raggiunta, ovviamente con i diversi sistemi, entro il 2010. Per ora sono circa 180 gli enti locali coinvolti. In alcuni è stato semplice, in altri è un po' più difficile ma l'obiettivo può essere raggiunto, A settembre inizieremo gli scavi di questa nuova tranche».
La Provincia è in evidente difficoltà finanziarie. I progetti sull'innovazione sono particolarmente onerosi...Come riuscirete a sostenerli?
«I fondi andremo a prenderli. I fondi ci sono, sono il minore dei problemi. Stando nei circuiti giusti come abbiamo iniziato a fare in questi anni c'è più facilità di accesso. E le risorse si trovano. Vengono premiati i progetti di qualità. Per esempio, di concerto con il ministero stiamo lavorando per completare il percorso del Centro servizi territoriali che raggruppa Comuni, Comunità montane, Bim, Asl, Spedali Civili, Camera di commercio. Mancano una ventina di comuni ma penso che potremmo farcela per metà 2010. In cosa consiste? Ognuno mette la sua parte per avere, alla fine dei conti, servizi tecnologici in comunità. Penso per esempio alle gare per l'acquisto delle forniture, che hanno come referente un unico soggetto. Oppure agli sms che vengono inviati con le stesse tariffe e un unico contratto».
Uno dei progetti più innovativi realizzati durante la scorsa consiliatura è il braccialetto elettronico, predisposto con il Mit di Boston. A che punto siamo?
«La collaborazione naturalmente continua. Quanto al braccialetto, di cui sono stati realizzati una cinquantina di esemplari, siamo nella fase di ingegnerizzazione. In settembre invieremo a Boston altri due ragazzi con una borsa di studio e per il 2010 sarà pronto. Per conto mio, vorrei che il braccialetto avesse una funzione più evoluta, consentisse di scambiarsi la musica per esempio o di fruire di servizi innovativi. In un'ulteriore fase potrebbe essere utilizzato, per esempio, dagli anziani. Ma non è l'unico progetto che abbiamo allo studio con il Mit. Stiamo pensando ad una bicicletta ecocompatibile: pedalando si recupera energia e diventa come un motorino. Il braccialetto servirebbe in questo caso come Gps, ma anche per la fornitura di servizi innovativi».
Il digitale terrestre, ormai, non è più un sogno. La rivoluzione è partita. Nella nostra provincia ci sono progetti in cantiere, su questo fronte?
«Il digitale terrestre attualmente resta un punto di domanda. Stiamo studiando come muoverci. L'idea sarebbe quella di riuscire a creare un vero e proprio centro servizi dal telecomando: dare la possibilità attraverso la televisione, che è il mezzo più diffuso in assoluto, di prenotare la visita medica, il ristorante, di prendere il biglietto dell'autobus».
Secondo lei, effettivamente è diffusa la tecnologia tra i bresciani?
«È diffusa molto, ma non ancora abbastanza. In futuro dovrà esserci un computer per ogni bambino. L'alfabetizzazione informatica è fondamentale, dev'essere incentivata proprio come fenomeno culturale. Quanto a noi, abbiamo già iniziato con la diffusione dei laptop nelle scuole che tra l'altro ha una duplice funzione, dal momento che ha anche l'obiettivo di favorire l'utilizzo della tecnologia anche nei paesi in via di sviluppo. Questa iniziativa va, assolutamente implementata nei Comuni. E anche grazie al ruolo che abbiamo nel tavolo innovazione dell'Unione province lombarde siamo riusciti a far sì che tre quarti delle province acquistasse questo computer».
Il tavolo innovazione dell'Unione province lombarde è soltanto uno dei molti scenari nazionali e non nei quali con la provincia è presente...Quanto è importante questa attività?
«Chi pensa sia solo una facciata, si deve immediatamente ricredere. Questa è una parte importante, anzi importantissima della mia attività. Dai gruppi di lavoro, dai contesti nei quali siamo presenti nascono nuovi progetti e opportunità di finanziamento. Per esempio, solo per citarne un paio, facciamo parte dell'E-Leaders Forum. Non solo, siamo nel network internazionale Cud (Connected urban development) a cui partecipiamo grazie al «braccialetto elettronico» sviluppato con il Mit di Boston. Il Cud è la rete delle sette città (Amsterdam, San Francisco, Seoul, Birmingham, Hamburg, Lisbona e Madrid) nel gruppo di lavoro creato dalla fondazione Bill Clinton sulla sostenibilità ambientale. Nel prossimo quinquennio svilupperemo progetti anche con i finanziamenti Cud. Se si dà un'occhiata ai nostri investimenti, si nota che per quello che facciamo attingiamo davvero poco dal bilancio della Provincia».
La sua viene percepita come una materia spesso distante dai cittadini, complicata. Ne è consapevole?
«Per conto mio, l'intenzione è invece lavorare proprio a servizio dei cittadini. Tant'è che per il 2010 intendo realizzare un obiettivo che ho in mente da parecchio tempo. Creare, cioè, un numero unico per tutte le richieste, a 360 gradi: dai tombini scoperchiati, ai lavori stradali, fino agli orari e alle deviazioni degli autobus. Così potranno avere un solo punto di riferimento. A New York c'è, e funziona bene».
A lei è stata affidata anche la nuova delega ai Trasporti...Come la affronta?
«È una delega stimolante, c'è parecchio da fare. Per la verità sto ancora prendendo familiarità con la materia e cercando di capire quali sono le nostre possibilità finanziarie La filosofia della Provincia r i prossimi anni, comunque, è investire di più sul settore, in termini di risorse e di energie, per aiutare i cittadini ad avere un servizio diverso. Purtroppo i mezzi pubblici, nella nostra provincia, stanno dimostrando ancora oggi una carenza enorme».
Parla di investimenti. Ma è vero che il progetto più importante che la Provincia ha allo studio sembra essere quello della tangenziale Est...
«Quando la copertina è corta bisogna fare necessariamente delle scelte. Ora, io credo che negli anni passati si sia investito moltissimo del bilancio provinciale sulla viabilità e pochissimo sui trasporti. Spendere sulla viabilità l'85 per cento delle risorse a disposizione è davvero troppo. Bisognerà per forza investire la rotta».
Concretamente, su quali progetti investirete nei prossimi anni?
«Sicuramente la piccola velocità con l'interscambio ferro gomma. Bisogna togliere un po' di trasporto merci dalla gomma, o le nostre strade saranno intasate. É un passaggio necessario. Il Broletto ha previsto di metterci circa 5 milioni di euro. Il 9 settembre vedrò le Ferrovie e stiamo istruendo il bando per i finanziamenti. Anche l'alta velocità rappresenta una priorità importante».
Si parla molto, anzi moltissimo di metropolitana provinciale. Come intendete lavorare a questo progetto? Il sindaco Adriano Paroli ha detto l'altro giorno che nuovi fondi sono in arrivo per la città...
«In qualche modo la metropolitana dovrà, certamente, arrivare dappertutto. È una realizzazione che non ha alcun senso se non si esce dal territorio. È una visione, questa, che ho sempre avuto, che ho da anni Su questo ed altri fronti credo che l'interazione tra Comune capoluogo e provincia debba essere sempre più stretta, anche per incentivare la qualità del servizio».
Un altro dei nodi sul tavolo è la situazione dei pendolari bresciani...Se ne sta interessando?
«Ho partecipato la settimana scorsa al tavolo con i pendolari. Anche se la situazione non è drammatica su tutti i fronti. ci sono sicuramente alcune criticità da sistemare. Penso per esempio alla nostra stazione, che è una vergogna. L'altra mattina avrei dovuto prendere il treno. Mi sono messo in coda per fare il biglietto ma, tempo che la fila è stata smaltita, il mio treno era partito. Ci ho messo 45 minuti, c'era una sola persona allo sportello. Cose simili non possono accadere in un Paese moderno».
Il Broletto, dal canto suo, sta lavorando molto ultimamente per potenziare il trasporto su rotaia...
«Per i treni il nostro investimento è di 3 milioni di euro e da parte della Regione di 23 milioni. L'obiettivo è di realizzare quella tratta come se fosse una vera e propria metropolitana con corse frequenti. Otto, nove corse al giorno sono troppo poche. Su questo bisogna investire. Si può iniziare progettando gli orari per lavoratori e studenti: con quelli, si è realizzato il 70 o 80 per cento del lavoro sul mezzo pubblico».
Dare un servizio più frequente ed efficiente, dunque, è l'obiettivo?
«Sì, anche se oltre che ai trasporti e alle corse in sè, ci sono diversi fronti su cui intervenire. Le fermate dei bus, ad esempio, sono in condizioni assolutamente non adeguate per una provincia moderna. A Parigi per esempio sono state realizzate fermate modernissime, interattive, con schermi touch screen e molto altro. Incentiveremo nei nuovi contratti di servizio la realizzazione di questo progetto. Il trasporto pubblico è soprattutto una questione di mentalità».
Lei ha anche la delega alla navigazione e alla cartografia...
«A primo acchito può sembrare un compito "minore", ma non è così. È veramente importante, per il Piano di governo del territorio così come per i navigatori satellitari, che le mappe siano sempre aggiornate»

LA BIOGRAFIA.  Nato il 21 aprile del 1962, vive a Darfo Boario Terme e ha due figli. È stato consigliere comunale a Darfo dal 1994, dove ha anche ricoperto la carica di assessore e vicesindaco dal 2002 al 2004. Vicepresidente in Broletto dal 2002 al 2004, ha assunto la delega di assessore al Bilancio e alla Polizia. Dal 2004 è stato assessore all'Innovazione, Patrimonio e Giovani.
È stato presidente della «Boario Congressi» di Darfo, vice della «Aeroporti del Garda Engineering", membro del cda «Catullo» e di «Autostrade Lombarde».

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