«Baggio» senza confini La leggenda si fa musica

di Gian Paolo Laffranchi
L’immagine-simbolo del nuovo singolo di Miles Kane, intitolato «Baggio»Roberto Baggio: Pallone d’Oro 1993, capitano del Brescia dal 2000 al 2004
L’immagine-simbolo del nuovo singolo di Miles Kane, intitolato «Baggio»Roberto Baggio: Pallone d’Oro 1993, capitano del Brescia dal 2000 al 2004
L’immagine-simbolo del nuovo singolo di Miles Kane, intitolato «Baggio»Roberto Baggio: Pallone d’Oro 1993, capitano del Brescia dal 2000 al 2004
L’immagine-simbolo del nuovo singolo di Miles Kane, intitolato «Baggio»Roberto Baggio: Pallone d’Oro 1993, capitano del Brescia dal 2000 al 2004

Un atto d’amore calcistico puro, oltre le epoche. Un attestato di stima forte e chiaro, pubblico e disinteressato. Perché chi mai si sarebbe aspettato che un cantautore britannico fra i più raffinati intitolasse il suo nuovo singolo con il cognome di un ex campione italiano? «Beeggììooo», intona Miles Kane, trasformando la sua fascinazione per Roberto Baggio, indimenticabile numero 10 della Nazionale e storico capitano del Brescia più bello, in una tipica pop song inglese: ritmata e orecchiabile, romantica e malinconica. Fra artisti ci si capisce, al di là delle mode e delle nazionalità. Un mito è per sempre ed è un mito davvero Baggio per mr. Kane, già metà dei The Last Shadow Puppets, il duo formato con Alex Turner degli Arctic Monkeys, nonché fondatore di Rascals e Little Flames. Classe 1986, quando il Divin Codino conquistava il mondo - cosa più rara di vincere un titolo mondiale - trascinando l’Italia alla famosa finale persa ai rigori contro il Brasile lui era un bambino di Liverpool che si divideva fra sassofono, chitarra e pallone, imparando a memoria le canzoni dei Beatles e degli Oasis (a loro volta assai football-addicted). Addestrava il talento, il piccolo Miles, studiando da fuoriclasse: non poteva non appassionarsi alle magìe e alle peripezie di quel fantasista che sapeva danzare tra i difensori seguendo uno spartito tutto suo. «Baggio, mi mostri la strada da percorrere» canta Kane («You’re showing me the way to go...»). Innamorato della sua unicità: «Avevo otto anni quando l’ho visto per la prima volta in tv durante il Mondiale del 1994. Rimasi rapito dalla presenza, dal look e dal talento. Era la prima volta che vedevo qualcuno così differente. Vedere Baggio mi ha fatto diventare fan del calcio italiano per molti anni a seguire. È stato il motivo per cui mi sono fatto crescere i capelli e penso sia stata la ragione per cui sono diventato ossessionato dai vestiti e dalla moda italiana. È stato l’inizio di ciò che volevo diventare e di ciò che sono ora». Secondo singolo estratto da «One Man Band», il prossimo disco solista dell’ex Last Shadow Puppets in uscita il 4 agosto, «Baggio» non è il primo brano ispirato dalla classe dell’ex capitano del Brescia. «Da quando Baggio non gioca più» è uno dei versi più famosi di «Marmellata #25», successone di Cesare Cremonini che si era goduto il Codino formato bomber nella sua sola stagione a Bologna. E hanno ragione i fan di Miles Kane, nei loro commenti su YouTube sotto il video della prima versione live del pezzo inglese: «Un giocatore può influenzare le persone anche vent’anni dopo aver smesso di giocare - sottolinea Nickthenightfly -. Non scriveranno mai canzoni su Messi e Cristiano Ronaldo: hanno dato così poco se paragonati a Baggio, significano solo vittorie, trofei e billioni di euro in banca. Baggio ci ha dato tutto senza tante chiacchiere». «Football poet», lo definisce Michelangelo Deodato. E solo cuori, da tutto il mondo, per chi ha saputo conquistarlo per intero senza bisogno di vincere un titolo mondiale.•.

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