Beck show al Vittoriale È l’unica tappa italiana

Beck Hansen: trent’anni di carriera da folletto imprendibile del popIn compagnia di Cindy Lauper  a un evento pubblico a Las Vegas, 2 mesi fa
Beck Hansen: trent’anni di carriera da folletto imprendibile del popIn compagnia di Cindy Lauper a un evento pubblico a Las Vegas, 2 mesi fa
Beck Hansen: trent’anni di carriera da folletto imprendibile del popIn compagnia di Cindy Lauper  a un evento pubblico a Las Vegas, 2 mesi fa
Beck Hansen: trent’anni di carriera da folletto imprendibile del popIn compagnia di Cindy Lauper a un evento pubblico a Las Vegas, 2 mesi fa

Tener-A-Mente 2022 decolla con Beck: l’undicesima edizione del festival d’estate del Vittoriale a Gardone Riviera apre questa sera recuperando finalmente la data del camaleontico musicista statunitense, annunciata già per il 2020 ma rimandata per due anni fino ad oggi causa pandemia. Inizio previsto per le 21.15, informazioni allo 036520072 sugli ultimissimi posti a sedere per questa unica tappa italiana inserita nel tour dell’artista dopo 15 anni di assenza dai palchi nazionali. Beck è ripartito il 3 giugno dal Primavera Sound di Barcellona, dove si è esibito di fronte ad una platea di 50 mila persone testando questo nuovo, singolare spettacolo che lo vede «spremere» quasi 40 pezzi del suo ormai sconfinato repertorio in un set di di 90 minuti circa, nel quale è accompagnato da una nuova band di quattro elementi. Come dire, un modo senza dubbio funambolico, perfettamente nello stile del personaggio, per sintetizzare trent’anni di brillante carriera in un unico melting pot, tentando l’impossibile per riassumere e raccontare tutte le infinite diramazioni, divagazioni, svisate che hanno contrappuntato il percorso artistico di mister Beck David Hansen, classe 1970, da Los Angeles. Personaggio indecifrabile, in costante evoluzione, impossibile da incasellare o catalogare: da cantore della slacker generation con l’hit mondiale «Loser», che nel 1994 segnò il suo esordio ufficiale, a popstar alternative capace di sfiorare il mainstream senza rinunciare a quella personalissima nota dissonante che da sempre contraddistingue le sue produzioni. Ma chi è veramente Beck? Difficile dirlo, guardando alle mille suggestioni della sua discografia: l’esordio major di «Mellow Gold» suscitò grande clamore lanciandolo come icona del movimento lo-fi; «Odelay», due anni più tardi, lo lanciò ai vertici dell’aristocrazia pop mondiale mischiando hip-hop, psichedelia e sperimentazione. Da lì in poi è emerso il camaleonte, capace di mutar pelle ad ogni uscita: dalle fascinazioni tropicaliste di «Mutations» all’electro-funk di «Midnite Vultures» fino al folk-rock malinconico e dolente di «Sea Changes». Fino ad «Hyperspace», quattordicesimo disco, tutt’ora l’ultimo lavoro in studio pubblicato nel novembre del 2019: una ulteriore, lussureggiante installazione pop art in quella sorta di collage straordinario costruito da Beck in tre decenni. Il percorso ammirevole di un artista impossibile da racchiudere in una definizione.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA