ALLA TOSIO MARTINENGO

Brescia 2023, i personaggi della Pinacoteca prendono vita

di Sara Centenari
Lo spettacolo «Living Images» è presentato dalla Fondazione Brescia Musei, che ha collaborato con l’agenzia bresciana Situ Eventi per i tableaux vivants di Teatri 35
Lo spettacolo «Living Images»: tableaux vivants di Teatri 35 alla Pinacoteca di Brescia
Lo spettacolo «Living Images»: tableaux vivants di Teatri 35 alla Pinacoteca di Brescia
Anteprima alla Pinacoteca Tosio Martinengo: tableaux vivants con Living Images di Teatri

Un viaggio nel tempo all'incrocio tra l'arte pittorica, la musica, il teatro e la coreografia: l'anteprima della stampa che si è svolta il 23 febbraio 2023 nelle sale della Pinacoteca Tosio Martinengo ha rievocato il magnetismo dei tableaux vivants descritti così intensamente da Edith Wharton nel suo romanzo La casa della gioia, così come la magia tratteggiata da Wolfgang Goethe ne Le affinità elettive. E, nel XX secolo, basti ricordare le suggestioni rielaborate da Pier Paolo Pasolini nell'episodio del film collettivo Ro.Go.Pa.G. intitolato La ricotta.
Ma la performance site specific per la Pinacoteca - protagonista la fucina napoletana di creativi conosciuta con il nome di Teatri 35 - è stata anche una rappresentazione di grande modernità.
Lo spettacolo Living Images è presentato dalla Fondazione Brescia Musei che ha collaborato con l’agenzia bresciana Situ Eventi, che l'ha ideato e realizzato per Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023. L'anteprima per la stampa di giovedì sera prelude alle due proposte di sabato sera, 25 febbraio, alle 18 e alle 20.30. entrambe con tutti i posti disponibili già esauriti (la mail è comunque cup@bresciamusei.com).

Intervista su Living Images a Francesco Ottavio De Santis

Ma parlare di quadri viventi come nella tradizione dell'Otto-Novecento sarebbe fuorviante: è l'intenzione del movimento che muove gli autori e attori della compagnia Teatri 35, in questo intenso e ispirato  lavoro. Sono di Raffaello, Romanino, Moretto, Savoldo, Foppa, Ceruti, Canova, Thorvaldsen, Hayez e di altri artisti le opere, esposte proprio nelle sale della Tosio Martinengo, citate nella performance. Parlare di citazione/spunto è necessario: non si tratta di semplici «riproduzioni viventi» della composizione e dei colori dei dipinti prescelti e studiati. Si tratta di suggestioni in cui conta più l'azione sottesa che il momento statico dell'istante pittorico, nel suo risultato finale: la plasticità del movimento che porta al quadro o che potrebbe derivare dalla scena del quadro, l'intenzione sottesa a un gesto, a uno sguardo, a un pianto, a un'espressione di terrore o di estasi.

L'ispirazione dell'arte si specchia nel linguaggio della musica

E dunque quella che potrebbe sembrare un'operazione anacronistica - e qualcosa di fuori dal tempo senz'altro c'è in questo amore per l'intreccio e il dialogo tra anatomia vivente e composizione bidimensionale - rivela la sua vera anima: una porta spalancata sulla fantasia di chi guarda, sulla sensibilità dell'attore che solo in apparenza è "modello" passivo e sulla possibilità di vita che si apre dietro, dentro e fuori da un quadro. Apoteosi dell'arte e del teatro senza parole.
Senza parole ma pieno di musica, altra componente essenziale del lavoro prodotto appunto da Situ Eventi, come racconta Francesco Ottavio De Santis, uno dei fondatori della compagnia Teatri 35, nell'intervista video a Bresciaoggi (qui sopra).

Un'idea che parte da San Francesco, passa per Caravaggio e approda al XXI secolo

Gli attori in scena eseguono «azioni sonore» in cui nulla è lasciato al caso, nulla è sovrabbondante e l'equilibrio si raggiunge nella sospensione musicale di una sorta di fermo immagine del teatro-pittura, che esalta la tensione delle membra. La compagnia - il cui sito è proprio www.tableauvivant.it - ha ragionato a fondo su Caravaggio (Giuditta e Oloferne, le Sette Opere di Misericordia e altri dipinti) ma anche Battistello Caracciolo, Jusepe de Ribera, Andrea Vaccaro e altri. E' un lavoro di ricerca storiografica e storico-artistica, riflessione sul senso del sacro, palestra di sincronia coreografica e di esegesi dei simboli, che recupera questa pratica dei tableaux vivants impostasi a partire dal '700 e affermatasi nei due secoli successivi, anche se, come ricorda De Santis, un primo esempio fu il presepe di Greccio di San Francesco.

 

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