Come la Repubblica è nata e cresciuta

Bettino Craxi:  protagonista controverso di una fase cruciale dell’Italia
Bettino Craxi: protagonista controverso di una fase cruciale dell’Italia
Bettino Craxi:  protagonista controverso di una fase cruciale dell’Italia
Bettino Craxi: protagonista controverso di una fase cruciale dell’Italia

Dal referendum del 1946 a Mani Pulite. Dalla cenere alla rinascita, dalla fine di tutto a un nuovo inizio. Nel mezzo, mille cose tutte da raccontare: mani ancora recalcitranti a stringersi fra loro, a causa di un’imbarazzante coesistenza, per un certo periodo nelle larghe maglie dello Stato, di sconfitti mai veramente sconfitti e nuove leve repubblicane; granelli minuti di vita racimolati dal setaccio del cinema, assetato del dignitoso folklore della povertà sperimentata dagli italiani negli anni a confine fra il dopoguerra e il detonare del boom economico; la massa informe e incandescente degli operai, discioltasi come ferro fuso all’interno delle numerose arterie stradali riemerse alla storia con un nuovo nome e vecchie ferite - sono i vari viali dei Caduti per la Resistenza, le cospicue vie dei Martiri della Deportazione ed altri lacerti viari, generalità nuove e politiche attribuite a corpi vecchi e martoriati, umiliati dalla sconfitta. La macrostoria, quindi, ma anche i modesti e trasversali bagliori di una modernità meno ingombrante, pur sempre promettente e performante, rintracciata dall’asfalto luccicante sopra il quale stramazzano le cementifere sere cittadine - laddove, fino a qualche tempo prima, si srotolavano polverosi tappeti di mulattiere e stradelle sterrate. Si passa dai juke box portati sulle spalle, assieme alla liberazione dal Nazifascismo, dagli alti e profumati soldati americani masticanti gomme e fumanti Chesterfield, all’elettricità che, pian piano, scivolava nel Paese con tutta la sua fluida portata d’innovazione, seppure per molti anni la sua somigliò più alla copertura prodotta da una trapunta trivellata di colpi - per di più corta, dalla quale spuntano fuori capo e piedi. Segnali timidi ma concreti di un lento progresso. Strascichi di spari e miseria che, alcuni lustri dopo il conflitto, continuano a far sanguinare le membra dell’Italia e dei suoi abitanti. Pubblicato ad inizio 2022 ed edito da Diarkos il resoconto storico-sociale di Pino Casamassima racconta, servendosi di una scrittura asciutta e tuttavia stilisticamente divertente e increspata, il tumultuoso percorso di remise en forme della penisola delle contraddizioni nei suoi anni più roventi. Un modo di ripassare, e riscoprire, pagine di storia relativamente recente che hanno reso l’Italia quella che è oggi. Nel bene e nel male.•. Chi.Co. © RIPRODUZIONE RISERVATA