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Jury alla ricerca del riscatto e si salva al ballottaggio

di Tiziano Zubani
X FACTOR. MENTRE SI PREPARA IL CONCERTO DI NAVE, IL BRESCIANO RIESCE A CONQUISTARE IL POSTO NELLA SEMIFINALE

Riesce a cucirsi addosso «Amore bello» di Baglioni ed è perfettamente a suo agio nella soul «Sunny»

 Una suggestiva immagine di Jury che entra in scena
Una suggestiva immagine di Jury che entra in scena

 Una suggestiva immagine di Jury che entra in scena
Una suggestiva immagine di Jury che entra in scena

Mentre la «sorpresa» del concerto a Nave di giovedì sta diventando una realtà, Jury Magliolo cerca il riscatto e punta ad arrivare al gran finale. Il giovane cantante bresciano non sa ancora che potrà suonare domani nel suo paese e si prepara con la sua grande voglia di riuscire a un confronto tutt'altro che facile. Il cerchio si stringe e sono solo cinque in gara, gli ultimi che si giocano la possibilità di arrivare in finale. La settimana scorsa è finito al ballottaggio e, comprensibilmente, non vuole ripetere la cosa. Ma non ce la fa e ancora una volta deve giocarsi lo scontro finale con Noemi. E riesce a farcela.
La serata televisiva comincia con J Ax e la sua ironica «I vecchietti fanno o», mentre la gara inizia con un giudice d'eccezione: Enrico Ruggeri. Rompe il ghiaccio Daniele Magro con «I say a little prayer for you», un brano di Burt Bacharach, fino ad oggi cantato da grandi voci femminili. Una versione accelerata, in cui i virtuosismi del giovane cantante sembrano sempre fuori luogo, tali da lasciar scivolare la ritmica.
Noemi deve giocarsi un confronto improbo con la Tina Turner di «Wat's love got todo with it», un classico dell'r'n'b. Al di là del timbro graffiante, è mancata la grinta. La canzone si è appiattita e non sono mancate le forti imprecisioni. Un brano irriverente, ma di grande effetto, per i Bastard Sons of Dioniso: «I wanna be sedated» dei Ramones. I tre sono perfettamente a loro agio in questo tipo di brani: il punk è il loro vestito ideale e il risultato è divertente. Matteo dà voce a «Per un amico in più» di Riccardo Cocciante. Una versione personalizzata, forse più pop, ma certo non sfigura con l'originale.
Ancora una prova difficile per Jury Magliolo, anzi, più difficile di quella della scorsa settimana. Si tratta di «Amore bello» di Claudio Baglioni, un brano melodico, lontano dal suo mondo rock. Eppure è riuscito ad asciugare la retorica della canzone («Non l'hai baglionata», sottolinea Morgan), rendendo una versione di grande gusto.
L'intermezzo con Pino Daniele («Il sole dentro me») che duetta con J Ax apre alla seconda manche, quella in cui i ragazzi cantano accompagnati da una band. Riparte Matteo Beccucci con «I'll fly for you» degli Spandau Ballet. Una versione intimista, lenta, emozionante anche se lontanissima dall'originale. Jury, tentato di suonare la chitarra si tuffa in «Sunny» di Bobby Hebb, uno dei brani più amati degli anni Sessanta. Il bresciano è sicuramente più a suo agio in una canzone di questo tipo, che gli consente di liberare la sua anima soul: la rende davvero bene, evidenziando un grande feeling con la band.
Una prova particolare per i Bastard: la rilettura di «Sono bugiarda», versione italiana (e grande successo di Caterina Caselli) di «I'm believer» di Neil Diamond. Forse una delle meno riuscite del terzetto trentino, che non riesce a rendere la vivacità del pezzo. Chiude Daniele Magro, Doveva rendere omaggio a Pino Daniele («A me mi piace o' blues»), poi è stato deciso che cantasse «On Broadway» di George Benson. A Daniele manca il senso della misura e si sente.

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