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Jury batte Daniele e va in finale

di Tiziano Zubani
TELEVISIONE. IL BRESCIANO APPRODA ALL'ULTIMA FASE DI «X FACTOR»: IL SUO BRANO INEDITO HA UNA GRANDE FORZA E CONVINCE, MALGRADO IL BALLOTTAGGIO

Una prova dura per gli ultimi quattro concorrenti che si sono sfidati su ben tre brani Ospiti Gianna Nannini e Mogol
Juri Magliolo ha presentato la sua «Mi fai spaccare il mondo»
Juri Magliolo ha presentato la sua «Mi fai spaccare il mondo»
Juri Magliolo ha presentato la sua «Mi fai spaccare il mondo»
Juri Magliolo ha presentato la sua «Mi fai spaccare il mondo»

È una prova dura per Jury Magliolo, ormai sono rimasti solo gli ultimi concorrenti, tutti con un forte seguito di pubblico. Una semifinale ad eliminazione diretta non può che far paura, anche perchè il bresciano da tempo ammette: «Volevo solo arrivare fino qui». Ma riesce anche ad andare oltre: batte Daniele al ballottaggio e va alla finale di domenica prossima
La serata si apre con il ritorno di Noemi, che presenta «Briciole», il singolo con cui è già in testa alle classifiche delle canzoni più scaricate da I-tunes. Una festa in casa, insomma.
La gara comincia proprio con Jury che interpreta «Qualcosa di grande» dei Lunapop. È molto convinto, ma non riesce a rendere a pieno il brano. Dà la sensazione ai tre giurati che abbia già mollato. Poi arrivano i Bastard Sons of Dioniso che partono con un classico brano di Elvis Presley, «All Shook Up» (con, sullo sfondo, Mara Maionchi che balla il rock'n'roll). I tre trentini sanno calarsi nei panni vintage con grande ironia e bucano il video. Matteo Beccucci si mette alla prova con «Caruso» (conclusa con «Dicitencello vuje»). Un brano impegnativo interpretato forse con troppa enfasi, perdendo lo «straniamento» di cui è capace Lucio Dalla. Non è troppo convincente. Con la versione quasi italiana di «Killing Me Softly» chiude la prima manche Daniele Magro. Un falsetto molto insicuro e non eccezionale forza interpretativa lo caratterizzano.
Per la seconda manche arriva il quarto giudice, Luca Tommasini, l'esperto di look. Ritorna Matteo con «Stairway to Heaven» dei Led Zeppelin. Una ballad classica del rock diventa una canzone intimista, con poco nerbo. Ma la canzone è talmente bella che regge persino nell'ultima parte, quando sarebbe servita un'estensione vocale più definita. Daniele si affida ai Negramaro di «Estate». Ha le stesse espressioni di Paolo Poli che recita «La vispa Teresa». Interpretazione non proprio esaltante.
«Tutta mia la città», vecchio successo dell'Equipe 84, nella versione dei Bastard Soons of Dioniso si è allontanata all'originale, facendo sponda su Giuliano Palma e le sue ovvietà. L'arrangiamento è forse troppo in due quarti e tutto diventa una marcetta. I tre, comunque, cantano bene. Jury chiude la quaterna con «It's hearteache» (ma comincia con «Sailing») di Rod Stewart. Bravo, davvero bravo: il vestito musicale sembrava tagliato su di lui.
L'intermezzo è affidato a Gianna Nannini e al suo nuovo singolo «Attimo», tratto dall'album «Giannadream» e inevitabile «omaggio» da parte dei concorrenti. Poi arriva la manche finale, quella degli inediti e tra i giurati siede anche Mogol.
Riparte Daniele con «No», definita una sorta di autobiografia in musica. Un ritornello già molto sentito (l'amore per Giorgia non riesce proprio a nasconderlo), che punta a diventare un tormentone senza qualità. Matteo propone «Impossibile». Un brano molto tradizionale, il classico definito solitamente «sanremese» che poteva essere stato scritto vent'anni fa. Molto adatto al personaggio. Jury si tuffa in «Mi fai spaccare il mondo». Si capisce che ha succhiato blues e rock sin dalla culla e in questa canzone lascia trasparire una grande capacità di scrivere, oltrechè di cantare.
Chiudono i Bastard con «L'amor carnale». Punk e duri, con voci gravi e innaturali, un po' troppo gotiche, i tre trentini giocano su un testo erotico e su un martello sonoro deciso. Il risultato finale è controverso.

Tiziano Zubani

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