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Jury: finisce la gara, comincia la storia

di Tiziano Zubani
X FACTOR. IL CANTAUTORE BRESCIANO SI PIAZZA AL TERZO POSTO DEL TALENT SHOW, MA RACCOGLIE CONSENSI PRESSOCHÈ UNANIMI TRA GLI ADDETTI AI LAVORI
Raccoglie il plauso di Renato Zero, che sostiene: «Il tuo "Mi fai spaccare il mondo" rotola e ne farà di strada»

 Jury Magliolo duetta in «La mia storia fra le dita» con Gianluca Grignani
Jury Magliolo duetta in «La mia storia fra le dita» con Gianluca Grignani

 Jury Magliolo duetta in «La mia storia fra le dita» con Gianluca Grignani
Jury Magliolo duetta in «La mia storia fra le dita» con Gianluca Grignani

Jury Magliolo conquista il terzo posto a X Factor. Finisce la gara e comincia la storia. Il cantautore bresciano ha già nel cassetto un disco (che contiene anche l'inedito presentato nel corso della trasmissione) e non è difficile ipotizzare che in tempi brevi lo si troverà sul mercato. Esce dalla gara dopo una prova di ottimo livello, dimostrando una versatilità insospettabile e una capacità d'imporsi sul palcoscenico. Una serata finale, insomma, che gli ha consentito di raccogliere i consensi degli addetti ai lavori, dai giornalisti a Renato Zero. Nella notte i Bastard e Matteo si sono giocati la vittoria.
Inizia la gara Matteo Beccucci con «Margherita». Duetta con Riccardo Cocciante in questo brano di forte impatto emozionale. Un confronto non facile tra una voce, quella del concorrente livornese, pulita e tonda e un'altra, quella del cantautore, vibrante e sinuosa. Due mondi lontani, non facilmente sovrapponibili.
A Jury è toccato in sorte di duettare con Gianluca Grignani in «La mia storia tra le dita». Un duetto più amalgamato: non ci sono solo parti separate, ma anche sdoppiamento di voci per un'armonizzazione fresca. Buona. I Bastard Sons of Dioniso sono affiancati da Elio e le Storie Tese per «Uomini col borsello (ragazza che limoni sola)» (nella versione originale era cantata dalla band milanese insieme a Riccardo Fogli). Elio e soci entrano in scena travestiti da ZZ Top. Una versione simpatica che è parsa persino influenzata da Pitura Freska. Ed è anche l'occasione per Elio di profetizzare che i Bastard «sono i vincitori annunciati». Anche la sala stampa, comunque, conviene che il duetto meglio riuscito è stato quello di Jury.
Dopo l'intermezzo di uno dei «monumenti» della canzone italiana, Renato Zero, la gara riprende con i Bastard che omaggiano i Beatles con «Whit a little help from my friends». Una versione asciutta, tra punk e musical, molto lontana da quella ignorantissima di Joe Cocker, ma anche da quella scanzonata dei quattro di Liverpool. Jury deve confrontarsi con un'altra grande voce bresciana, quella di Fausto Leali. Sceglie una versione molto swing, anche lenta, quantomeno all'inizio, più simile all'originale anni '60 di Timi Yuro e, comunque, ha saputo cucirsela addosso. Matteo prova a rifare «Somebody to love» dei Queen. Non si pensi a Freddy Mercury (fra le più belle voci del rock di tutti i tempi), però bravo.
Jury apre la terza manche con «Mi fai spaccare il mondo», il brano di cui è anche autore. Non c'è molto da dire: riascoltata, la canzone funziona davvero. Ha grinta, è originale e ben costruita. Persino Renato Zero riconosce a questo brano il pregio dell'originalità. «Rotola e farà molta strada», sostiene il cantautore romano, ed è un ottimo augurio. Il collegamento con il Seconda Classe e con Luisa Corna mostra i fan bresciani di Jury scatenatissimi e, per il carattere bresciano, non è da poco
Punk in frac, i Bastard ripropongono «L'amor carnale». Un brano di facile impatto, simpatico e «spinto» senza essere esagerato. Anche il collegamento con la Valsugana è piuttosto movimentato ed è la riprova che il pezzo funziona.
«Impossibile» di Matteo è firmata, tra gli altri, da Luca Chiaravalli, da anni coautore di Francesco Renga. È un pezzo molto tradizionale, adatto alla voce calda e melodica del concorrente toscano. Non sfigurerebbe al Festival di Sanremo e forse è la più adatta ad un programma di Raiuno.
Tiziano Zubani

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