La ricorrenza

Luci d’Alba da 40 anni. Festa grande a Padenghe

di Alessandro Gatta e Elia Zupelli
Un luogo unico che è ormai storia, con un tocco di celebrità: Francy Antonioli, madre di Mr. Rain, è figlia di Franco e nipote di Guido, i due fratelli patron del locale
Figlia, nipote, madre d’arte Francy Antonioli al pianoforte al Luci d’Alba. Mr. Rain, suo figlio, «è stato tante volte qui» GIULIA MARTINELLI
Figlia, nipote, madre d’arte Francy Antonioli al pianoforte al Luci d’Alba. Mr. Rain, suo figlio, «è stato tante volte qui» GIULIA MARTINELLI
Figlia, nipote, madre d’arte Francy Antonioli al pianoforte al Luci d’Alba. Mr. Rain, suo figlio, «è stato tante volte qui» GIULIA MARTINELLI
Figlia, nipote, madre d’arte Francy Antonioli al pianoforte al Luci d’Alba. Mr. Rain, suo figlio, «è stato tante volte qui» GIULIA MARTINELLI

Sembra ieri ma sono già 40 anni. «Abbiamo fatto l’alba», e cos’altro se no: «Al Luci d’Alba è una tradizione». Parola di Francy Antonioli, figlia di Franco (87 anni) e nipote di Guido (77), i fratelli-patron del locale dell’impossibile dove dal 25 novembre 1983 tutto è possibile, eccome: il solo e unico, in quella viuzza buia anche di giorno, unica insegna luminosa in centro a Padenghe quando tutto il paese dorme.

Una festa lunga un mese

Al Luci d’Alba non si dorme da 40 anni: «Faremo festa per un mese – sorride sfogliando un programma in divenire –: abbiamo cominciato con Corto Circuito, film corti inediti da guardare sui nostri divani, poi con una serata in musica insieme ai nostri clienti più affezionati, una grande famiglia. Tanti sono ormai senior, ma c’è chi viene con i figli o i nipoti». 

È senior anche Mario Toselli, 82 anni, protagonista della mostra allestita a partire da domani (29 novembre) e per un mese intero: «Sabato abbiamo un’altra serata a microfono aperto, per suonare e cantare tutti insieme – continua Francy Antonioli –: a fine anno chiuderemo le celebrazioni con una jam session in cui gli stessi clienti porteranno gli strumenti e suoneranno dal divano».

La mamma di Mr. Rain

Figlia e nipote d’arte, madre altrettanto: dal suo grembo è nato Mattia Balardi aka Mr. Rain, terzo all’ultimo Sanremo, fresco di trionfo al Forum d’Assago, atteso in piazza a Brescia per il Capodanno.

Nostalgia canaglia, orgoglio di mamma: «È venuto tante volte al Luci d’Alba, anche quand’era piccolo. Ma ora è talmente impegnato… sta facendo strada, la sua strada».

Come in queste quattro decadi l’ha fatta il mitologico locale al civico 3 di via Garibaldi: varcata la soglia, si schiude un labirinto scarlatto profumato di oscuro patchouli e punteggiato da divanetti alla Dario Argento (in molti, specie dopo le 3 di notte e il quinto giro, giurano di aver visto fantasmi). Luci d’Alba era il nome più unico che raro della madre di Franco Antonioli.

Leggenda narra che in Italia solo 2 donne riuscissero a portarlo con disinvoltura: l’altra era una suora. Lunghi capelli bianchi sulla schiena, basette affilate, ex ciclista in gioventù, ex sarto, musicista on the road, dal 1982 Frank è mente, cuore, anima e spirito di un locale che trasuda memorie in penombra e storie di velluto. Oltre le mode, oltre tutto: «Se lo vede Tarantino ci gira minimo una trilogia», il cinematico endorsement sui social.

A 80 anni passati con slancio, il maestro ogni sera non manca l’appuntamento con il suo pianoforte: «Amo suonare le grandi canzoni da Gino Paoli a Rino Gaetano, i classici di Frank Sinatra e Santana. Ai tempi d’oro veniva spesso Franco Califano, ma non voleva essere disturbato: aveva altro da fare». Cameriere, Champagne! Tutto il resto è noia: «Come immagino il Luci d’Alba tra 40 anni? Lo lascio immaginare a voi». Avviso ai naviganti: il Luci d'Alba è aperto da mercoledì a domenica. Ovviamente dal tramonto all'alba.

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