La pubblicazione

Luci su San Giuseppe, la chiesa dei musicisti

di Luigi Fertonani
Presentato il volume curato da Lucia Braghini con testi di sette diversi autori e in versione italiano-inglese
Il volume  per Compagnia della Stampa, Massetti Rodella Editori
Il volume per Compagnia della Stampa, Massetti Rodella Editori
Il volume  per Compagnia della Stampa, Massetti Rodella Editori
Il volume per Compagnia della Stampa, Massetti Rodella Editori

«San Giuseppe in Brescia – chiesa dei musicisti, degli artigiani e il convento francescano»: già l’esteso titolo del volume, curato da Lucia Braghini e presentato qualche giorno fa in San Giorgio, dice quanto ci sia da raccontare su questo tempio bresciano. Il volume, un centinaio di pagine, lo fa con vari testi di 7 autori e in versione italiano-inglese con la chiara volontà di una sua diffusione ben oltre i confini bresciani e italiani.

Le origini

San Giuseppe ha la sua origine agli inizi del Cinquecento come raccontano Lara Contavalli e Laura Stefanini, che descrive in particolare il grande presbiterio rialzato mentre Federica Martinelli si sofferma sulla cripta dedicata a San Rocco. Fin qui la descrizione architettonica del tempio, compreso il Cristo Pantocratore che campeggia nell’affresco della lunetta che sovrasta il presbiterio e contiene anche una dettagliata descrizione della Brescia del tempo, dal Duomo Vecchio alla Torre della Pallata e al Castello. Lara Contavalli racconta come San Giuseppe sia il tempio che nei secoli gli artigiani della città hanno eletto a luogo che li rappresenta: i Paratici, questo era il nome della loro associazione, hanno trovato posto nelle numerose cappelle laterali di San Giuseppe e la cappella di San Lucio è quella che fu scelta dai formaggiai, che commissionarono una preziosa pala d’altare a Francesco Paglia, che racconta un episodio di carità che vede protagonista San Lucio. Come dicevamo San Giuseppe contiene anche molto altro, compresi ben tre chiostri: quello «di mezzo» vicino alla sagrestia ospita tra l’altro un ciclo di affreschi allo stato attuale molto deteriorati che raffigurano episodi della vita di San Bernardino da Siena e che attendono un definitivo restauro.

Per la musica

La chiesa è detta «dei musicisti» anzitutto perché sotto l’altare maggiore ospita la tomba di Benedetto Marcello, il compositore veneziano che concluse la sua vita di terziario francescano appunto a Brescia. In San Giuseppe è sepolto anche il grande liutaio bresciano Gasparo da Salò, come testimonia una lapide posta all’esterno della chiesa, anche se l’ubicazione esatta della tomba non è stata individuata. Non solo: qui c’è la tomba di Costanzo Antegnati, della famiglia bresciana di organari che ha dato vita a quel Graziadio che nel 1581 eresse, con l’aiuto del figlio Costanzo, il grande organo che costituisce in San Giuseppe uno degli strumenti più preziosi di Brescia. Se abbiamo salutato con soddisfazione il magnifico restauro inaugurato soltanto poche settimane fa dell’Antegnati–Serassi nel Duomo Vecchio, attendiamo che possano iniziare i lavori anche in quello di San Giuseppe, che darebbe sicuramente un impulso straordinario alla vita musicale della città.

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