La commissione

Per il Teatro Grande è un 2023 straordinario

di Marta Giansanti
Quasi 2.300 gli artisti gestiti dalla Fondazione nell’anno della Capitale, contro una media annua di 1.300; 200 gli appuntamenti (117 nel 2022); 110 mila le presenze tra spettatori e visitatori
La commissione consiliare Ospitata nel Ridotto del Teatro Grande per presentare i numeri e le attività dell’omonima Fondazione
La commissione consiliare Ospitata nel Ridotto del Teatro Grande per presentare i numeri e le attività dell’omonima Fondazione
La commissione consiliare Ospitata nel Ridotto del Teatro Grande per presentare i numeri e le attività dell’omonima Fondazione
La commissione consiliare Ospitata nel Ridotto del Teatro Grande per presentare i numeri e le attività dell’omonima Fondazione

La cultura come cura. E non solo. Inclusione, espressione multiforme, sostenibilità, progresso e indotto economico, sono parte integrante di quel percorso verso cui è orientato il Teatro Grande di Brescia, la cui omonima Fondazione (privata con partecipazione pubblica al 30%) ne gestisce attività e interventi, sin dal 2009. Un impegno in costante crescita fino all'exploit dell'anno della Capitale. «Importanti traguardi» trasformati in dati, in occasione della Commissione consiliare istruzione, cultura, sport e politiche giovanili, ospitata eccezionalmente nel Ridotto del Grande. Numeri che rendono l’idea della straordinarietà del 2023 ma che rientrano «in un’attitudine alla partecipazione cittadina alla eterogenea vita teatrale, anche di giovani under 30», come specificato dal sovrintendente del Teatro Grande Umberto Angelini, intervenuto insieme al presidente della Fondazione Franco Bossoni.

I dati della Capitale


Quasi 2.300 gli artisti gestiti dalla Fondazione nell’anno della Capitale, contro una media annua di 1.300; 200 gli appuntamenti (117 nel 2022); 110 mila le presenze tra spettatori e visitatori. «Solo per quanto riguarda gli artisti la Fondazione ha speso quasi 300 mila euro in vitto e alloggio a cui si aggiunge circa un milione di euro per la fornitura di servizi - elenca Angelini -. Investimenti, resi possibili dai nostri sostenitori, e presenze che, a cascata, hanno un effetto positivo anche in termini di un’economia diffusa sul territorio».

Un luogo di spettacolo sempre più concepito come «monumento da visitare» e che punta all’inclusione. Primo teatro in Italia a utilizzare tecnologia all’avanguardia per la fruizione a persone con disabilità uditiva e visiva e prima città-test a livello nazione per studiare l’impatto che la danza può avere sul benessere psico fisico nelle persone con Parkinson, corsi per adolescenti con disabilità e un progetto, portato avanti con altre 17 realtà, per realizzare iniziative all’interno di strutture quali carcere, ospedale, residenza psichiatriche, mense per poveri, case delle donne. Una Fondazione che guarda alla sostenibilità, attraverso un Ecological ambassador per studiare le migliori strategie per ridurre l’impatto ambientale già in fase avanzata, e che ogni anno organizza grandi eventi coinvolgendo l’intera città.

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