LA MOSTRA

Da Banksy a Modigliani: Desenzano fa il pieno di arte contemporanea

di Alessandro Gatta
Una delle sezioni della mostra si visita con dei visori di realtà virtualeLa mostra di Desenzano  è curata dall'Istituto Amedeo Modigliani
Una delle sezioni della mostra si visita con dei visori di realtà virtualeLa mostra di Desenzano è curata dall'Istituto Amedeo Modigliani
Una delle sezioni della mostra si visita con dei visori di realtà virtualeLa mostra di Desenzano  è curata dall'Istituto Amedeo Modigliani
Una delle sezioni della mostra si visita con dei visori di realtà virtualeLa mostra di Desenzano è curata dall'Istituto Amedeo Modigliani

Da Banksy e omologhi (per dire: c'erano anche Obey e Basquiat) all'infinito Modigliani: a Desenzano è jackpot di arte contemporanea. Chiusa una mostra, se ne fa subito un'altra. Dopo il clamoroso successo di «Banksy è chi Banksy fa» (10mila visitatori paganti e 100mila euro d'incasso: la più vista di sempre, a Desenzano) da qualche giorno il castello ospita «Les Femmes. Modigliani Experience», una raccolta di 26 tra le opere più significative di Amedeo Modigliani, riprodotte con il format (brevettato) Modlight, a cui si aggiungono le 60 opere della mostra virtuale «Nel segno di Modigliani», che si visita con dei visori di realtà virtuale, una ricca collezione di documenti, fotografie, lettere (e perfino le pagelle scolastiche dell'artista), e ancora la proiezione del docu-film di Sky Arte sull'amore tormentato tra Modigliani e la sua musa Jeanne Hebuterne, morta suicida all'indomani della scomparsa del pittore (morto di tubercolosi nel 1920, a soli 35 anni).

La mostra è curata dall'Istituto Amedeo Modigliani: «Parliamo di uno dei pochi artisti italiani al mondo ad aver lasciato il segno - spiega il presidente Luciano Renzi - e che può vantare un'opera battuta da Christie's a 187 milioni di euro, tolto il Rinascimento è di fatto l'artista italiano più conosciuto: in Giappone è come un brand, è più famoso Modigliani di Armani». Le opere esposte accompagnano il visitatore in un percorso «sartoriale» tra le sale del castello: a ciascun quadro si affianca una spiegazione multimediale accessibile con Qr code. Opere che si riferiscono nello specifico alla maturità artistica di Modigliani, realizzate a partire dal 1906 (quando arrivò a Parigi). «È a Parigi che nasce il vero Modigliani - continua Renzi - e dove si sviluppa il suo concetto di bellezza: non tutti sanno che i suoi colli slanciati sono in realtà ispirati all'arte africana». In Francia Modigliani incontrerà Picasso, Kisling, Apollinaire e anche il gardesano D'Annunzio: «I personaggi e i luoghi che modelleranno la nostra cultura europea». Giovane e tormentato, Modigliani comincia da sculture ma poi si dirotta verso la pittura: «Il padre era contrario, fu la madre a spingerlo verso questo cammino», dice ancora Luciano Renzi. Morto giovane, troppo giovane: «Morto povero, riscoperto e celebrato solo dopo la Liberazione». Le 26 opere in Modlight sono riproduzioni, ma sembrano quadri veri, più che veri: la foto in alta definizione viene applicata su un foglio di Perspex in grado di diffondere la luce; l'opera è poi allestita in un vano da cui si accende una corona di led. Il prodotto finito è un quadro tridimensionale. La mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18.30, fino al 4 settembre: a 11 euro (in prevendita su ciaotickets.com), ridotto 9 euro under 18 e over 65. •.