Esce Moltobene un terzonumero liquido e brillante

«Moltobene», allegato gratuito
«Moltobene», allegato gratuito
«Moltobene», allegato gratuito
«Moltobene», allegato gratuito

Non c’è due senza tre. Dunque, rieccoci: archiviato l'immaginifico on the road dedicato agli «esseri mitologici» protagonisti del secondo numero, Moltobene - quadrimestrale di compagnia e altre passioni frutto della collaborazione tra Accademia di Belle Arti Laba e Gruppo Athesis, un impavido viaggio lungo l'asse Brescia-Bergamo Capitale della cultura 2023 – irrompe oggi in tutte le edicole in allegato gratuito al nostro quotidiano con un terzo numero nell’onda anomala e spregiudicata, irriverente e divergente, che caratterizza il progetto fin dalla sua prima manifestazione su pagina. «Scorrere e riflettere» è il filo conduttore di questo tassello editoriale nuovo di zecca; ovviamente un tema da cogliere non solo in senso metaforico, visto che a innescare il vortice di contenuti, elaborazioni e rielaborazioni stavolta sarà proprio l’acqua, musa ispiratrice ed elemento naturale cruciale, dissetante per l’anima. Elemento che dalla terra nasce e a sua volta fa nascere l’anima: «È fiume, è mare, è lago, stagno, ghiaccio...è dolce, salata, salmastra, è luogo presso cui ci si ferma e su cui si viaggia, è piacere e paura, nemica e amica, è confine e infinito, è cambiamento e immutabilità, ricordo ed oblio». Ora sotto forma di fontana urbana, bucolica sorgente, onda spumosa nella quale tuffarsi e fare il morto a galla per sopravvivere ai momenti di canicola spietata, ora evocata nei racconti di una miriade di protagonisti incontrati tra città e province con un occhio di dovuto riguardo per i laghi. Comprese ovviamente le narrazioni sui due argonauti sempre alla ricerca del vello d’oro: stiamo parlando di Slava e di Marcio Cresci, rispettivamente un rapper e un fotografo, in un abbagliante cortocircuito espressivo e generazionale. L'acqua, che costringe ad andare a fondo, libera eppur plasmabile, limpida e incontrollabile, delizia e talvolta croce per tutti noi umani peccatori, travolgerà ogni singola pagina di questo numero, movimentandolo con un’impetuosa, onirica corrente di quel realismo magico che per Moltobene è pura linfa vitale, espediente narrativo, politica editoriale e molto altro. Amplificato dal contesto cartaceo-analogico, da una verve grafica e visiva sempre più all’insegna della creatività e della contaminazione, dall'attitudine dadaista e dalla voglia di sperimentare... Che altro aggiungere? Vietato non immergersi: e come al solito, buona lettura pare il minimo! •. © RIPRODUZIONE RISERVATA