Franchi, da Mozart al Tesoro dei Pianisti

La Biblioteca Musicale Franchi: uno scrigno di cultura
La Biblioteca Musicale Franchi: uno scrigno di cultura

La Biblioteca Musicale Franchi, appartenuta a suo fondatore Gaetano (1832 -1892), amico di Antonio Bazzini, è stata curata e conservata dalle generazioni successive della sua famiglia ed è stata inserita recentemente - catalogata e tutelata dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia - nel circuito dei fondi privati aperti a studiosi e musicisti. Oggi appaiono a stampa due importanti volumi di indici e schede legati a due particolari collezioni di questa biblioteca: il primo dedicato alle musiche di Wolfgang Anadeus Mozart, il secondo al «Trésor des pianistes». RIGUARDO alle opere di Mozart, la prima parte del catalogo dedicato al Salisburghese riguarda i primi 17 volumi sui quaranta pubblicati da Breitkopf & Härtel fra il 1798 e il 1806 e che comprendono soprattutto i lavori mozartiani per pianoforte solo e per pianoforte e orchestra. Ma la Biblioteca Musicale Franchi ospita un’altra importante collezione mozartiana, pubblicata qualche anno dopo quella di Breitkopf & Härtel a Parigi, da Pleyel. E questa doppia disponibilità permette confronti di grande interesse grazie alle discordanze tra le due edizioni, evidenti in due volumi della Breitkopf & Härtel, il quinto dedicato interamente alla musica vocale con trenta Lieder del Salisburghese; e il sedicesimo, che ospita i Canoni a tre e a quattro voci, lavori oggi di quanto mai rara esecuzione. Per «alleggerire» il carattere molto tecnico di questo catalogo, fatto soprattutto di preziose e minuziose tabelle, sono state inserite alcune – bellissime – immagini dei frontespizi di varie di queste preziose raccolte. Il secondo volume riguarda come dicevamo il «Trésor des pianistes», 23 tomi divisi in fascicoli e pubblicati tra il 1861 e il 1872 in varie capitali europee, da Parigi a Londra e a Lipsia grazie a una serie di sostenitori privati fra i quali il bresciano Gaetano Franchi. Un lavoro ciclopico, per il quale l’editore francese – e compositore – Aristide Farrenc si avvalse della collaborazione del musicologo François-Joseph Fétis. In apertura è «Parthenia», la prima collezione inglese a stampa di musiche per tastiera, con i capolavori di Byrd, Bull e Gibbons. E poi il grande ’500 italiano con Merulo e Frescobaldi, il ’600 francese e naturalmente Bach, del quale sono riportate le Partite e le Suites inglesi. Un lavoro straordinario, inserito dall’Enciclopedia della Musica e dei musicisti della Utet, il celebre DEUMM, sotto la voce «Monumento Musicale». •

L.FERT.