Garattini OltreConfine «Si riparta dalla salute»

di Vincenzo Spinoso
Silvio Garattini: oncologo, farmacologo e ricercatore
Silvio Garattini: oncologo, farmacologo e ricercatore
Silvio Garattini: oncologo, farmacologo e ricercatore
Silvio Garattini: oncologo, farmacologo e ricercatore

La medicina deve rompere col capitalismo. Questo, in estrema sintesi, è il cuore del messaggio del dottor Silvio Garattini, il cui incontro stasera alle 21 alla palestra comunale di Pian Camuno chiuderà l’ottava edizione di OltreConfine, diretta da Stefano Malosso. Il medico e farmacologo da anni si batte per una scienza più filantropica e meno legata al profitto: «La medicina è diventata un grande mercato, e come tutti i grandi mercati cerca di aumentare la propria influenza – ha dichiarato a Bresciaoggi -. Questo, però, non sempre è nell’interesse dei malati. Noi dobbiamo tutelare la salute, e il mercato vende anche farmaci non strettamente necessari. C’è bisogno di un controllo maggiore, a partire da una migliore prevenzione, che eviterebbe molte malattie». Nel volume «Brevettare la salute? Una medicina senza mercato», Garattini delinea un itinerario nel quale il brevetto incida di meno sulla salute: «Abbiamo bisogno di introdurre la mancanza di profitto. Lo Stato, per esempio, potrebbe finanziare dei consorzi senza scopo di lucro, che cerchino di produrre dei farmaci in quei settori dove l’industria non ha grossi interessi, come quello delle malattie rare. Questo diminuirebbe l’importanza del brevetto. Chi riceve soldi pubblici dovrebbe mettere le informazioni scoperte a disposizione di tutti». I finanziamenti nella ricerca ormai rappresentano una questione annosa in Italia: «Abbiamo circa la metà dei ricercatori della media europea, e il nostro finanziamento è attorno all’1,2 per cento del PIL, contro una media del 2. Per cercare di avvicinarci ai livelli della Francia, per dire, dovremmo spendere 20 miliardi all’anno». La pandemia e la spasmodica corsa ai vaccini hanno fornito a Garattini degli spunti indispensabili alla stesura dell’ultimo volume: «Il libro è nato nel 2021, quando c’era la necessità di vaccini e non li potevamo avere. Non esiste un modello virtuoso a cui fare riferimento per la distribuzione dei medicinali, in tutto il mondo esistono i brevetti. In Italia, il problema è accentuato dal fatto che non facciamo ricerca e che non produciamo nuovi farmaci. La riforma del sistema da me proposta può partire da ogni livello, l’importante è che ci siano dei consorzi con l’idea di scoprire nuovi farmaci dove l’industria non agisce, per esempio nell’ambito delle demenze senili. Lavorare sulle malattie rare è un modo per affrontare casi estremi, da cui si può ricavare informazioni utili per patologie più diffuse: la ricerca sull’emofilia, per esempio, ha sviluppato gli studi sulla coagulazione del sangue. Se è vero che tutti abbiamo diritto alla salute, il sistema oggi è anticostituzionale, perché il diritto è assicurato solo a chi ha malattie comuni». Informazioni e prenotazioni su www.oltreconfinefestival.it.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA