IL TEATRO «IN NOME DI DIO»

Paolo Scquizzato:  autore di «Ascoltare l’inaudito. Il Vangelo secondo Marco»
Paolo Scquizzato: autore di «Ascoltare l’inaudito. Il Vangelo secondo Marco»
Paolo Scquizzato:  autore di «Ascoltare l’inaudito. Il Vangelo secondo Marco»
Paolo Scquizzato: autore di «Ascoltare l’inaudito. Il Vangelo secondo Marco»

«C’è tanta bellezza intorno a noi. E parola. Non solo quella di Dio. Dio può ispirare, ma la parola resta umana. Sono tanti i modi per esprimerla e ricercarla: la musica, l’arte e la letteratura per esempio. La Parola di Dio non è una certezza o una proprietà, è da trovare ogni giorno: anche nel quotidiano può esserci luce e bellezza». Una necessità forte oggi secondo Giuseppe Marchetti, una parola che va inseguita e «sbloccata. Solo così si potrà creare qualcosa di nuovo». Questo il tema di stasera per il secondo appuntamento della stagione autunnale del «Teatro dell’anima», organizzata dalla rivista Missione Oggi dei Missionari Saveriani di Brescia. Alle 20.30 nello splendido complesso San Cristo in città «Ho denunciato Marco» di Giuseppe Marchetti e con Gabriele Reboni e Alessandro Zanetti. Un quadretto curioso e per certi versi divertente tra il commissario Angelo Mai e Paolo Gentili per una denuncia di plagio contro Marco Evangelisti (Paolo e Marco non a caso). Uno spettacolo originale, ispirato al testo di Paolo Scquizzato «Ascoltare l’inaudito. Il Vangelo secondo Marco», che rovescia ogni punto di vista: «Il dopo, il risorto. È da qui che si deve partire. L’uomo nei limiti della sua fragilità alla ricerca dello Spirito che parla nelle sue manifestazioni. Insieme la bellezza della parola umana. C’è sempre l’inaudito, il non ascoltato che bisogna cogliere». Un gioco di detto e non detto: «Questo è il mio corpo… e questo è il mio sangue è stato detto, ma non sarebbe reale». Realtà e credenza per andare a fondo sul concetto della Parola di Dio, togliere le ombre e spiegare «la miriade di misfatti di oggi (e di ieri) in nome della religione nella convinzione di perseguire la verità». Un «in nome di Dio» (ab)usato e spesso frainteso. «E non solo dai cattolici». Il confine tra eresia e profezia è sempre molto labile e delicato: «Ci sono eretici che per troppa fede sono andati oltre il limite, abbiamo visto la fine che hanno fatto. Ce lo insegna la storia. Con “Teatro dell’anima” abbiamo voluto interrogare e far luce su quelle parti irrisolte. La nuova stagione autunnale vuole essere un proseguimento dell’estiva. Stasera Scquizzato, a dicembre chiuderemo con la figura del Savonarola, lo scomodo predicatore che pestò i piedi a Papa Alessandro VI Borgia. Forse riproporremo anche Abelardo, maestro di Arnaldo da Brescia, colui che denunciò la corruzione del clero. Tutti personaggi un po’ borderline. Eretici o profeti appunto, a cui diamo voce con un doppio filone: la presentazione dei libri da un lato e il teatro dall’altro, la parte che più ci caratterizza». L’ingresso è gratuito, obbligatoria la prenotazione: segreteria@missioneoggi.it, 0303772780-1.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lara Minelli

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