LA PRESENZA DEL CINEMA

di Alessandro Gatta
Gran finale alla Cittadella del Cinema  che ha ospitato il festival  grazie alla Fondazione di Cisano (palazzo Cominelli)«The Blunder of Love» di Rocco di Mento ha ricevuto il premio della critica Per «Io resto», il documentario di Michele Aiello, il premio del pubblicoSusy Laude attrice nata a Salò:  è passata alla regia con «Tutti per Uma»
Gran finale alla Cittadella del Cinema che ha ospitato il festival grazie alla Fondazione di Cisano (palazzo Cominelli)«The Blunder of Love» di Rocco di Mento ha ricevuto il premio della critica Per «Io resto», il documentario di Michele Aiello, il premio del pubblicoSusy Laude attrice nata a Salò: è passata alla regia con «Tutti per Uma»
Gran finale alla Cittadella del Cinema  che ha ospitato il festival  grazie alla Fondazione di Cisano (palazzo Cominelli)«The Blunder of Love» di Rocco di Mento ha ricevuto il premio della critica Per «Io resto», il documentario di Michele Aiello, il premio del pubblicoSusy Laude attrice nata a Salò:  è passata alla regia con «Tutti per Uma»
Gran finale alla Cittadella del Cinema che ha ospitato il festival grazie alla Fondazione di Cisano (palazzo Cominelli)«The Blunder of Love» di Rocco di Mento ha ricevuto il premio della critica Per «Io resto», il documentario di Michele Aiello, il premio del pubblicoSusy Laude attrice nata a Salò: è passata alla regia con «Tutti per Uma»

«Io resto», sottotitolo «My place is here»: la drammatica testimonianza della prima ondata Covid, il primo (e unico) docufilm girato dentro un ospedale italiano, il Civile di Brescia. Il documentario di Michele Aiello, classe 1987, è il vincitore della XV edizione del Filmfestival del Garda: a lui è stato consegnato il premio del pubblico Città di San Felice. Gran finale ieri sera alla Cittadella del Cinema, la veste (inedita) indossata in questi giorni dalla Fondazione Cominelli di Cisano: Aiello, insieme a Luca Gennari (direttore della fotografia) e Corrado Iuvara (montaggio) racconta nel film i momenti della prima ondata Covid. Un mese dentro la vita del Civile, sospesi di fronte all’ignoto: per la prima volta una videocamera ha mostrato il fardello emotivo e la gentilezza nei rapporti tra pazienti e personale sanitario allo scoppio della pandemia. Delicato esercizio di osservazione, che coglie (con rispetto) l’instaurarsi di nuove relazioni e l’imprescindibile bisogno comune di contatto umano. «Ogni volta che penso a un medico, penso a mia mamma Silvia, pediatra – racconta Aiello –. Fin da piccolo sono stato affascinato dalla sua attitudine al lavoro. Quando la pandemia ha colpito l’Italia, ho pensato alle tante Silvie, agli instancabili lavoratori che rappresentano un punto di riferimento prezioso per la comunità. Non volevo ritrarli come eroi impersonali: mi interessava cogliere l’essenza di quei momenti. Nei piccoli gesti i grandi dilemmi dell’umanità». Il premio della critica Giovanni Turolla, assegnato dalla giuria - Susy Laude, Jean Blanchaert e Aldo Dalla Vecchia - è stato consegnato a «The Blunder of Love» di Rocco di Mento: vecchia conoscenza del Filmfestival, vincitore del 2017, in pista con un documentario intimo e familiare, «un originale spaccato – scrivono i giurati – in cui tutti si mettono in gioco davanti alle telecamere, con delicatezza e ferocia, spietatamente antipatici». Due menzioni speciali: «Senza rossetto», di Silvana Profeta ed Emanuela Mazzina, e «Sarura» di Nicola Zambelli. È già tempo di bilanci, dopo 7 giorni senza sosta. Grande partecipazione di pubblico: in attesa dai dati definitivi, forse anche più dell’edizione 2019, l’ultima in presenza. «Il più sincero ringraziamento va al pubblico – dice Veronica Maffizzoli, direttrice artistica – così come ringraziamo tutta la comunità, che si è prodigata. Proseguiremo in estate e in autunno con eventi e proiezioni per l’omaggio a Romy Schneider. Verso il 2023 con Brescia e Bergamo capitali della cultura: ci saranno tante contaminazioni e collaborazioni». •. © RIPRODUZIONE RISERVATA