La torre «del pégol» che ha saputo vincere la sfida contro il tempo

La torre del Pégol annessa al Broletto: è la più antica torre della città
La torre del Pégol annessa al Broletto: è la più antica torre della città

Per ogni torre caduta ce n’è sempre un’altra a rubarle la scena. La torre sfortunata, annessa al Duomo Vecchio fino al 1708, venne costruita per ordine di Berardo Maggi, per relegare lì forse il Tesoro della Santa Croce, intreccio degno di una favola sacra. Tuttavia, quasi trecento anni dopo, l’architetto Piantavigna volle rendere più accessibile una torre nata per essere inespugnabile e, nel tentativo di farlo, forò la sua base per realizzare un ingresso causando, al contempo, un indebolimento strutturale che due secoli dopo fece franare su sé stessa una costruzione alta circa 50 metri. LA TORRE superstite, definita «del pégol» e annessa al Palazzo del Broletto, svetta gioiosamente su piazza Paolo VI dall’XI secolo e, forse, ancora più gioiosamente dal secondo decennio del ‘700. Il suo primato, oltre al fatto di essere ormai l’unica alta protagonista dello slargo, è quello di essere la più antica torre di Brescia. Già alcuni manoscritti del XII secolo parlano, anzi scrivono, della sua resistenza che le permise di sopravvivere al violento terremoto del 1159 che, a quanto risulta, provocò innumerevoli morti. QUESTA torre, uscita vincente dal match contro il tempo, viene chiamata «del pégol» (del popolo, ma anche del mercante) per via del suo passatempo secolare: presenziare ad ogni mercato tenuto nella piazza ai suoi piedi, scambiando ogni tanto le sue note armoniose con il vociare allegro dei cittadini e il canto tenue degli uccelli.

CHI.CO.