«La violenza di genere» Capirla per intervenire

Per promuovere un mondo nuovo, c’è bisogno di pensiero. Ci vuole l’impegno paziente della mente che osserva, spazia e scava, al di là di stereotipi e semplificazioni. Anche di fronte a temi delicati, e urgenti, come «La violenza di genere». Si intitola così l’ultimo lavoro realizzato dalla psicologa e psicoterapeuta bresciana Aurelia Galletti con la collega Cristina Barbieri. Una pubblicazione agile e densa (Edizioni La Meridiana, 111 pagine, 15 euro) ispirata a quel «pensiero psicosocioanalitico» che l’associazione Ariele da vent’anni promuove nei suoi diversi interventi: clinici, culturali e formativi. Un approccio che guarda alla persona come «sistema»; coglie i nessi tra il mondo esterno e quello interno, inconscio; studia le dinamiche dei rapporti tra l’individuo e l’altro: coppia, gruppo, istituzioni, polis. Cedere alla pigrizia del pensiero semplificato, alla «scissione» tra buoni-cattivi, bene-male, tutto e subito, eludere la complessità non giova di fronte alla violenza sulle donne, «problema di salute di proporzioni globali enormi» - una vera pandemia - secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Antichissimo fenomeno che la novità del lockdown da Covid-19 rende ancor più evidente e drammatico. Il rapporto uomo-donna: una questione di potere e gerarchia da sempre; nel plurisecolare mondo patriarcale la diversità femminile è inferiorità, il corpo di lei è proprietà di lui. E se la donna rifiuta discriminazione e possesso, l’uomo che si sente minacciato - tra crisi di ruolo e di identità - può reagire molto duramente. Lo dimostrano i crescenti femminicidi. Orribili reati per i quali leggi e pene devono essere chiare e severe; ma sono anche dolorosissime ferite da capire e approfondire, per meglio intervenire tanto nel sostegno alle vittime quanto nella prevenzione. Fare i conti con la realtà tra limiti, risorse e contraddizioni; sapere che il conflitto - inevitabile in ogni relazione - può farsi «motore di un processo evolutivo». Costruire, collaborare, integrare: il contributo di Aurelia Galletti e Cristina Barbieri è uno stimolo al pensiero creativo e progettuale, così utile di fronte alla complessità del nostro vivere e con-vivere.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Piera Maculotti