Leggere è social

Claudio Cantini, l’amministratore dell’innovativo gruppo FacebookLa realtà pensata per e dai lettori, connessi nel social network
Claudio Cantini, l’amministratore dell’innovativo gruppo FacebookLa realtà pensata per e dai lettori, connessi nel social network
Claudio Cantini, l’amministratore dell’innovativo gruppo FacebookLa realtà pensata per e dai lettori, connessi nel social network
Claudio Cantini, l’amministratore dell’innovativo gruppo FacebookLa realtà pensata per e dai lettori, connessi nel social network

Tamponamento a catena, autoscontro felice. Tra pagine, dorsi, brossure e cartonati. Si parla di lettura, sono i giorni giusti per concedersi un’indigestione… così. Chi lo adora, difatti, sa che «Un libro tira l’altro». Giù dallo scaffale, in vorticosa danza, senza giudicare spessori, stanno volumi e lettori. A commentare miti e sfatarne altri: «Mica vero che sui social non si legge. Basta cercare bene», assicura Claudio Cantini, l’amministratore del gruppo Facebook più frequentato sul passaparola del libro. CON OLTRE 130 mila iscritti, 200 post giornalieri, più di 4000 commenti quotidiani e un flusso d’iscrizioni sbalordente («D’estate in maggior modo, la classe si autoalimenta alla grande: circa 150 nuovi ingressi al dì»), la crew di bibliofili 3.0 sta mai ferma. «A giugno si era tutti – no ‘via, tanti – a Firenze, per festeggiare i 5 anni d’attività. Qualche bresciano forse alzerà la mano per dire anch’io: online siete ben 1200». Nella città della gorgia toscana, l’inizio. Alla Leonessa, uno degli approdi. Tra le realtà virtuose dello Stivale (il posto d’onore spetta a Roma), seconda solo a Milano entro il range lombardo, Brescia indossa la maglia numero 10 e rimpolpa le schiere dal luglio 2013, quando Cantini mosse il primo passo. «Lo feci da appassionato – racconta Cantini –: più di 5 mila testi in casa e un’estrazione non letteraria, il lavoro in banca da salutare a breve. Man mano si gonfiava il numero delle registrazioni, quindi la revisione di un regolamento (no pubblicità e link, il primo comandamento), e adesso siamo qui, e adesso parlano un po’ di noi». All’ombra del Cidneo, Nadia cerca mercatini dell’usato e Viviana sui binari sfoglia Kershaw. Per una volta il web non è fellone; l’aria è libera («Rifiutiamo imposizioni dagli altri, siano autori o editori: questo il significato dello slogan dalla parte del lettore»), i tomi consumano («La diatriba ebook-cartaceo è costante e la carta vince; si va anche in biblioteca, ma l’amante del libro lo deve sentir frusciare tra le dita»), il pop impera senza esser urlato («Bisogna commentare in diretta, veracemente: gruppo popolare non vuole maestri, ma accoglie i prof.»). PARTECIPATO lo è, disciplinato pure. «Un libro tira l’altro» seda le questioni «no», i piccoli gap cui il cyberspazio ha oramai abituato, poiché anche la cultura è territorio endemico: «Abbiamo i nostri tormentoni da sfrondare – sorride Valentina Leoni, guardiano del gruppo –, alla Paula Hawkins, per intenderci: La ragazza del treno è durata taaaante stagioni». Poi gli sgrammaticati, quelli che salgono in cattedra a correggerli, «e pure chi ci crede un canale d’assistenza per Kobo, Kindle e affini». Poco male – finché si può leggere Fabio Volo senza calamitare hater. La bancarella del presente spetta a «Le Assaggiatrici», premio Campiello firmato Postorino, laddove lo Strega, «La ragazza con la Leica», non entusiasma gli adepti del passaparola; «ah, il 75% è donna, età media 35-55 anni», strizza l’occhio Leoni mentre il sito aggiorna la rassegna mensile (unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it). Scrolla e clicca, accanto ai best seller il monumento dei classici è sempre lustro: da Verga a Hugo, da Primo Levi a Dumas, da Svevo ad Harper Lee. •

Alessandra Tonizzo

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