L'ESPOSIZIONE

Libri antichi, tesori in mostra: da Montezuma al colle Cidneo

di Sara Centenari
Nei magnifici frontespizi e tra le pagine il Mediterraneo, Venezia e Brescia con la Pallata e le Sante Croci. ultimi giorni di allestimento. Nei chiostri della chiesa del Carmine la storia della stampa a caratteri mobili
Libri antichi, tesori in mostra: da Montezuma al colle Cidneo
Libri antichi, tesori in mostra: da Montezuma al colle Cidneo
La bellezza del libro antico: introduzione alla mostra

Straordinari testi antichi sono esposti a Brescia nell’allestimento in vicolo dell’Anguilla intitolato «La bellezza del libro antico - Testi giuridici e umanistici dell’Università degli Studi di Brescia». Cento volumi che ripercorrono la storia della stampa a caratteri mobili e mostrano preziose vedute di Brescia, Venezia, il Mediterraneo, oltre a raccontare le storie di coraggiosi editori che cercarono di non incappare nella morsa della censura.
Il valore delle parole è legato al tempo? Non c’è dubbio, se valutiamo le epoche storiche in cui sono usate. Ma lo è anche su un altro piano: quello delle ore, dei giorni, dei mesi necessari a scriverle e a stamparle. Una significativa mostra nei chiostri della chiesa del Carmine, spinge il visitatore a fare, quasi inconsciamente, un paragone con l’attualità. Per comunicare a un pubblico ampio un pensiero, corredandolo di un’immagine, oggi servono pochi secondi. E il messaggio arriva ovunque in un batter di ciglia. Per diffondere un testo e un’illustrazione da metà Quattrocento al 1830 circa - quasi l’arco temporale di produzione dei 100 libri esposti -, serviva invece un lavoro di grande precisione da parte di tipografi e compositori (e incisori, inchiostratori, torcolieri) della stampa a caratteri mobili.

Testi giuridici e umanistici tra i chiostri dell'università

I volumi dell’allestimento in vicolo dell’Anguilla rendono lampante in modo fisico il peso e il valore che ogni parola aveva al tempo della non riproducibilità industriale o digitale dei testi. E, abbandonandoci per un attimo a una considerazione da moralisti, ci chiediamo se alla fatica di pubblicare una frase non si accompagnasse anche un processo di scelta assai appropriato, rispetto a «cosa» pubblicare.
Da quest’ultimo punto di vista, quello dell’importanza del contenuto, oltre che da quello della bellezza delle immagini riprodotte - le illustrazioni - e infine da quello della preziosità delle rilegature, la mostra aperta per poco tempo (inaugurazione il 23 settembre, in questi giorni fino a venerdì 7 ottobre le ultime occasioni per non perderla) offre una ricchezza enorme. Questi tre aspetti citati - i contenuti, l’illustrazione libraria, le rilegature e le carte decorate - sono anche i fulcri delle tre sezioni in cui è divisa l’esposizione curata da Giancarlo Lang: mostra ideata per celebrare il quarto di secolo della Sezione storica della biblioteca di Economia e Giurisprudenza, nel 40° di fondazione dell’Università.

Le immagini della mostra: la fotogallery

Libri, capolavori antichi in mostra a Brescia nei chiostri del Carmine

Le illustrazioni sono ottenute mediante xilografia o calcografia. «Quest’ultima avveniva usando come matrice una lastra di metallo, per incisione diretta col bulino. Oppure, indirettamente, con la lastra ricoperta di una cera sulla quale erano disegnati il ritratto, la mappa o il paesaggio desiderato. Dentro una bacinella con l’acido avveniva il processo corrosivo con cui si fissava il disegno: una volta pronta e inchiostrata, la lastra veniva stampata sotto il torchio calcografico, poi passata sotto il torchio tipografico con il testo destinato a pubblicazione», dettaglia in modo chiaro Lang durante l’esposizione.

Video con le immagini della mostra e l'intervista a Lang sulla calcografia

Illustrazioni: metodi per la calcografia

La prima domenica d’ottobre molti visitatori, tra turisti e pubblico bresciano, si sono alternati tutto il giorno perlustrando la serie dei tre splendidi chiostri della chiesa del Carmine e le sale della biblioteca. La calcografia come fotografia «impropria» è uno dei temi esplorati. «Questo emerge osservando due pubblicazioni spagnole del 1629 e 1639 che ci restituiscono Filippo IV di Spagna: nella tavola della prima appare giovane, quasi imberbe, nella seconda è diventato un uomo corpulento e maturo». Alcune delle illustrazioni - dal ritratto a figura intera del sovrano spagnolo a quello di Montezuma, dalla figura dello scienziato e teologo Paolo Sarpi a quella della poetessa Gaspara Stampa - sono talmente vivide, precise, «parlanti» che, rappresentando fedelmente i soggetti, aggiungono grande valore artistico alla necessità documentale.

Lo stratagemma dell'editore di Verona Moroni per pubblicare Sarpi evitando la censura

Dentro una marca editoriale xilografica vediamo apparire, in pochi centimetri, la storia di Brescia: «Il colle Cidneo, le mura cittadine orlate di torri e campanili, la Pallata, i santi patroni, il leone rampante e le reliquie delle Sante Croci conservate in Duomo Vecchio» dice Lang. Ma qui si riflette la vita di tante città, da Venezia a Verona al resto d’Europa: di Paolo Sarpi, condannato all’indice per l’«Istoria del Concilio Tridentino», a distanza di 140 anni l’editore veronese Moroni volle ristampare le opere a metà ’700. Ma per non incorrere nella censura indicò un nome falso e un luogo fittizio d’area tedesca, Helmstat, al posto di Verona. È una delle miriadi di storie narrate dalla mostra.

Qui l'intervista sul libro stampato a Helmstat, anzi a Verona...

Lo stratagemma del veronese Moroni

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