Nadia Busato, «24 ore nella vita di una donna» per battere la violenza

Nadia Busato, bresciana,  (per la rete Nadiolinda), autrice di numerosi libri fra i quali «Non sarò mai la brava moglie di nessuno» FOTO ILARIA VIDALETTILa copertina del libro, che è in vendita già da questo mese
Nadia Busato, bresciana, (per la rete Nadiolinda), autrice di numerosi libri fra i quali «Non sarò mai la brava moglie di nessuno» FOTO ILARIA VIDALETTILa copertina del libro, che è in vendita già da questo mese
Nadia Busato, bresciana,  (per la rete Nadiolinda), autrice di numerosi libri fra i quali «Non sarò mai la brava moglie di nessuno» FOTO ILARIA VIDALETTILa copertina del libro, che è in vendita già da questo mese
Nadia Busato, bresciana, (per la rete Nadiolinda), autrice di numerosi libri fra i quali «Non sarò mai la brava moglie di nessuno» FOTO ILARIA VIDALETTILa copertina del libro, che è in vendita già da questo mese

Non una nicchia protetta. Nemmeno un minuto, recintato, salvo. «H24» è il fato, esposto, delle donne tutte, le cui storie violente «s'incrociano e somigliano in Francia, nel Regno Unito, in Italia, in Finlandia o Groenlandia». «24 heures dans la vie d'une femme» sono toste. Ma Nathalie Masduraud e Valérie Urrea, ideatrici dell'iniziativa (che è docu-serie, libro e movimento di sensibilizzazione), di più. Le due pioniere dell'epica breve (già cine-madri d'opere cult come «Pornotropic») hanno convocato 24 autrici europee per altrettanti corti narranti 24 soprusi di genere, inscenati da 24 attrici. Tra le écrivaines Nadia Busato, giornalista e romanziera bresciana, per dar fondale alla vicenda di Johanna Luyssen. «Femminicidio, revenge porn, dress code sessista...: H24 fa luce sulle varie forme di abuso che possono subire le donne ogni ora del giorno e della notte», spiegano Masduraud e Urrea, «eravamo esasperate nel vedere dei destini ridotti a trafiletti sulla carta stampata. La bellezza, nel cinema, è saper andare oltre alla singolarità», senza creare un medagliere della sofferenza né amalgamare ferite. Casi nascosti e casi mediaticizzati - come per Marie Laguerre, ventiduenne molestata a Parigi: il video dello schiaffo diventò virale - vengono infilati in una specifica lancetta nell'arco della sopraffazione circadiana, poiché non serve il buio al male. «21H - I dettagli». Tre minuti rappresentano Johanna che torna al lavoro dopo aver lasciato il tribunale: l'uomo che l'ha prima drogata con GHB e poi stuprata è stato assolto per mancanza di prove. Busato distilla quel che la vittima dispiega nel suo blog entro una «Zona grigia» di 11mila battute su sequenze allucinate, dal maledetto risveglio ignudo a una lotta sorda e solitaria entro la Berlino più fredda. «Catturo un momento durante il processo in cui la protagonista osserva il suo stupratore nella sua "normalità" e, mentalmente, si tormenta cercando i dettagli, appunto, con cui avrebbe dovuto intuire la situazione di pericolo - descrive l'autrice -. In questo lungo elenco di gesti apparentemente banali e disinvolti, finisce per riconoscere la sicurezza di un uomo abituato a comportarsi in questo modo e che, impunito, lo rifarà ancora». Lavorato in piena pandemia, col valore simbolico di tanto silenzio sulla bocca delle offese a cifrare la pellicola, il mini film «21» vuole accapponare la pelle. «Ognuna di noi aveva le stesse rigide regole d'ingaggio - dice Busato -: per i testi occorrevano focus singolo, voce della protagonista, messa in scena interiorizzata; succede nulla se non il nudo racconto delle storie. Di Johanna ho rilevato i dati più agghiaccianti, ovvero la situazione di difficoltà della vittima nel dover dimostrare da sé d'aver subìto violenza, l'impotenza, l'ordinarietà con la quale è avvenuto il sopruso cui, molto probabilmente, ne seguiranno altri». Per ascoltare la sceneggiature di penne d'eccezione (con Busato, Angela Lehner, Sofi Oksanen, Lize Spit, Kerry Hudson, Anne Pauly...), vedere i gesti delle interpreti (Diane Kruger, Elina Löwensohn, Céleste Brunnquell, Valeria Bruni Tedeschi, Sveva Alviti, Camille Cottin...), occorre sintonizzarsi al palinsesto culturale plurilingue del canale digitale europeo arte.tv venerdì 23 ottobre, alle 20.45.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Tonizzo

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