Osare, parola-chiave dei Filosofi per il 2023

di Elia Zupelli

Chiudere un’edizione, immaginare la prossima. A connettere passato, presente e futuro, un trait d’union che parla chiaro: «Osare»...sarà questa la parola chiave del 2023 per il Festival Filosofi lungo l’Oglio la cui edizione 2022 si è conclusa l’altra sera con l’intervento di Maria Rita Parsi a Lograto, al culmine di un lungo percorso entrato nel vivo lo scorso 10 giugno e accompagnato da migliaia di persone attraverso le province di Brescia, Bergamo e Cremona, con scali in ventidue Comuni per un totale di ventotto appuntamenti. «Il Festival - osserva la direttrice Francesca Nodari - ci ha regalato grandi emozioni nel suo ritmo incalzante e nel suo itinerario senza sosta che ha toccato centinaia di uomini e donne desiderosi di tornare a far parte di una comunità stringendosi, di volta in volta, attorno a un maestro all’insegna di uno di grandi interrogativi del nostro tempo: “Chi è io?“. Incalzato, a sua volta, da una massima dei Pirqè Avot: “Se non sono io per me, chi è per me? E quand’anche io fossi per me, cosa sono io? E se non ora, quando?“». Tutto questo dà l’avvio a «un inanellarsi di riflessioni che hanno analizzato con cura la portata dell’individualismo - prosegue la direttrice della rassegna -, dai suoi albori e con le sue conquiste alla sua deformazione in egolatria, iolatria, tracotanza, per arrivare addirittura ad una sorta di salto d’epoca ove imperversa l’era del singolo». Che è anche il titolo del volume di Francesca Rigotti, a cui è andata l’undicesima edizione del Premio Internazionale di Filosofia intitolato, appunto, «Filosofi lungo l’Oglio. Un libro per il presente». All’orizzonte si profilano nuove sfide e nuovi percorsi; il conto alla rovescia è azionato, l’architrave culturale per il 2023 è stato già strutturato: «Osare» sarà appunto l’imperativo. «...Osare divenire adulti, osare pensare con la propria testa - approfondisce Nodari - , osare assumersi i rischi per un obiettivo che ci si è prefissi, osare dire sì-dire no dotandosi di un proprio bagaglio critico, osare opporsi alla pratica molto usata del brainwashing quotidiano, osare adoperarsi per combattere disuguaglianze, osare battersi per la libertà e per onorare la parola data». E guarda avanti Francesca Nodari, filosofa a sua volta, aggiungendo le sfumature «osare credere, avere fiducia, sperare. Osare esserci, osare mettersi in gioco, osare amare contrastando l’egoismo. Osare, nello slancio di lunghi pensieri, nella convinzione che osare costituisca una delle imperdibili chance del nostro tempo». •. © RIPRODUZIONE RISERVATA