Per la libreria Ferrata un premio «di qualità»

Monica Ferrata con il sindaco Del Bono e il ministro Franceschini
Monica Ferrata con il sindaco Del Bono e il ministro Franceschini

Ha battuto colossi come la Feltrinelli di Palermo e l’Acqua Alta di Venezia, piazzandosi al secondo posto nel primo concorso nazionale «miglior libraio italiano» indetto dalla casa editrice Taschen, rinomata per volumi illustrati di grande pregio, spesso in edizione limitata; superata nel rush finale, dopo aver guidato la classifica per parecchie settimane, solo dalla libreria internazionale Hoepli di Milano, che ha fatto il botto con le vendite natalizie e l’online. Stiamo parlando della storica libreria Ferrata, fondata nel 1969 dal patriarca, e ancora titolare, Cesare Leandro, che aprì un chiosco di fumetti in piazza Repubblica, e ora si trova in corso Martiri della Libertà, dove conta di fermarsi per sempre. La graduatoria è stata stilata in base alle vendite dell’ultimo trimestre 2020 di quelle pregiate edizioni, che vanno da un costo di 10 euro fino a 20mila - il volume dedicato alla Ferrari, per dire, costa 5mila euro -, quasi delle opere d’arte esse stesse. «Sono volumi costosi, ovviamente, anche se il rapporto qualità-prezzo è garantito - spiega Monica Ferrata, che con la sorella Ivana e l’81enne papà Cesare si occupa della libreria -. Ma fortunatamente i bei libri sono ancora apprezzati dai bresciani. Sono orgogliosa del risultato raggiunto con una vendita non certo facile, piazzandomi davanti a veri colossi nazionali delle librerie». Si era iscritta al concorso senza crederci più di tanto e invece ha sfiorato la vittoria battendo decine di librerie, pur lavorando in una città relativamente piccola. I Ferrata sono una dinastia quasi tutta la femminile - a rendere presto Cesare bisnonno per la prima volta sarà ancora una donna, Eleonora - e fondano successo e longevità anche sul supporto di una famiglia unita, «legata a saldi valori, pronta a darsi una mano: solo così si superano le difficoltà che non sono certo mancate». Intorno alla libreria gravitano perciò anche le sorelle Luisa e Gabriella, se occorre il fratello Claudio, e poi mariti e nipoti... «e possiamo continuare a essere libreria indipendente con una certa soddisfazione - riprende Monica -. Da quando il ministro Dario Franceschini ha imposto ai giganti come Amazon uno sconto massimo del 5% siamo tornati competitivi, anzi di più: perché facciamo assistenza ai clienti, forniamo consigli, teniamo vive le relazioni». E poi ci sono i progetti «che ci vedono sempre in prima linea: dalla Fiera del libro, ideata da mio padre, alla quale finalmente l’amministrazione comunale ha dato il giusto valore, al Festival del Giallo, al caffè letterario». Dal 2016 contigui alla libreria ci sono un bar e un cortile interno dove si organizzano letture, performance, incontri.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA