PRODIGIO MALIKIAN «LA MUSICA SALVA»

di Claudio Andrizzi
L’estasi artistica di Ara Malikian: classe 1968, col tempo ha saputo imporsi grazie alle sua particolarissime ed eclettiche performance
L’estasi artistica di Ara Malikian: classe 1968, col tempo ha saputo imporsi grazie alle sua particolarissime ed eclettiche performance
L’estasi artistica di Ara Malikian: classe 1968, col tempo ha saputo imporsi grazie alle sua particolarissime ed eclettiche performance
L’estasi artistica di Ara Malikian: classe 1968, col tempo ha saputo imporsi grazie alle sua particolarissime ed eclettiche performance

Ara Malikian riaccende i riflettori nell’Anfiteatro del Vittoriale: ad una settimana dalla conclusione del Festival Tener-A-Mente, casa d’Annunzio torna ad aprire le porte alla musica ospitando l’ultima tappa de La Milanesiana, rassegna ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi che ha scelto proprio Gardone Riviera per salutare il pubblico alla fine di questa edizione e questa sera sarà sul palco per introdurre l’evento. Appuntamento alle 21, ampia disponibilità di biglietti con la possibilità di approfittare di una particolare promozione 2X1 in platea, prenotabile scrivendo a barbara.andreis@internationalmusic.it, o acquistabile la sera stessa in biglietteria. Un’occasione imperdibile per vedere in azione il violinista di origini libanesi, classe 1968, personaggio che nel corso degli anni ha saputo imporsi grazie alle sua particolarissime ed eclettiche performance, nelle quali ama mischiare musica classica e tradizione mediorientale, flamenco e citazioni barocche, rock and roll ma anche sonorità latino americane, sulla cui autenticità garantisce la band che lo accompagna a questo giro, un quartetto di musicisti cubani. «Mi è mancata molto l’Italia – dice Malikian -. Questo Paese è pieno di bellezza ed arte, mi basta camminare in una qualsiasi città per sentirmi ispirato e felice. È un posto che ho bisogno di visitare regolarmente. È la prima volta che suono al Vittoriale e sono particolarmente emozionato perché immagino davvero sia un’esperienza unica. Soprattutto è un onore per me chiudere gli appuntamenti de La Milanesiana di Elisabetta Sgarbi: ho sentito parlare di lei e non vedo l’ora di incontrarla». Sarà uno spettacolo crossover a mezza strada tra concerto, performance, esperienza mistica. «Eseguirò per la prima volta in Italia le composizioni del mio ultimo album “Ara”, un disco dedicato alla riscoperta dell’infanzia, dello stupore, della fantasia. Ma non mancheranno selezioni di opere classiche e moderne». Innamorato di Paganini, premiato in tutto il mondo, grande virtuoso ma anche vero animale da palcoscenico, Malikian è stato un vero enfant prodige: ha iniziato a suonare il violino fin da piccolo, poi la guerra civile lo ha costretto a lasciare Beirut. «Non ho vissuto la bellezza dell’infanzia, quando ero piccolo dovevo scappare dalle bombe. Mio padre suonava il violino, ha voluto che lo suonassi anche io, e di questo lo ringrazio perché in quei momenti terribili la musica mi ha davvero salvato la vita». A 12 anni il primo concerto: due anni dopo è stato il più giovane studente ammesso alla scuola di musica di Hannover, in Germania. Vive da oltre due decenni in Spagna, dove ha anche lavorato nel cinema collaborando con registi come Pedro Almodovar. «Questo nuovo world tour è il risultato della crescita di mio figlio ma anche della mia crescita al suo fianco – spiega Malikian -. I bambini sono gli essere più autentici: selvaggi e teneri, pieni di verità, non hanno paura di sbagliare e sono autenticamente liberi. Tutto quello che fanno è pieno di arte. Guardando i bambini, comprendiamo ciò che eravamo e che non possiamo più essere». Da qui il significato più profondo dello show: «È un incontro con il bimbo che non ho potuto essere e che sognavo di essere. Ma anche un omaggio a tutti gli uomini liberi».•.