Quando la poesia documenta la vita intercettandola

Dalla copertina della pubblicazione
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Nel bric-à-brac di salotti a cielo aperto, il poeta spia famiglie d'individui singoli. Orme Temporanee/ Scrosti di vernice/Stesura abbandonata/ Tempi opachi/ Sguardo d’acchito/ Sul neutro pavimentato/Estasi improvvisa…. Ecco che «In fra» (Fara Editore), termine di una ideale trilogia, con Minimi Vitali (2018) e Levels (2020), diventa intercettazione tascabile. Alberto Mori, cremasco performer lirico tentacolato in Brixia, compone una farmacia verbale per ammattimenti e smarrimenti: Caio affanna, poi legge un verso e abbandona il Ventolin. Perché qui è come stare al marché aux puces delle parole che s'usano più, raccolte al pari dei cocci rotti (della zuppiera nuziale smerlata in oro). Nel documentario del vivere, senza sottotitoli alternano versi tipici moreschi - sonorità, strozzature, smottamenti - a voci appunto rapite: «Hai parlato di Debussy/ mentre asciugavi le tazze»; «Appena sopra/ il grande buio marino/ affiorano delfini». Possono essere lo stesso io del compositore, ingolfato d'esteriorità, o i vicini di casa entro la terza personalità, o la tivvù accesa. Notazioni per sentire il mondo/ Parole aderite nella mente appendono ai tralicci cittadini un Dolore senza simmetria, percepito uguale al tramonto statico profilato dall'Esselunga. D'altronde Quando tutto manca/ nessun pensiero resta presente. Come rinfrancano (perché lo fanno, contro volontà magari), queste pagine? È l'«Aria senza luogo» che colpisce lo smeriglio del volto esattamente nell'atomo più esposto. Gli sussurra poi banalità mappali confortantissime (Dietro capelli sarebbe nuca) e illuminazioni succhiabili se fossero cola (L’errore è la stessa luce) e scioglilingua logopedici per fricativi (Fase di frase senza soluzione). Tutto mentre scatta una foto connettiva su di un momento che ognuno, ognuno ha vissuto - Novembre/ Dietro l’albergo/ Qualche mercedes parcheggia -, e che ognuno, ognuno adesso ri-odora: moquette, oeuf à la coque, petrolio, pozzanghere, alloro.•.

Alessandra Tonizzo