QUANDO PANERONI FERMAVA IL PIANETA

Giovanni Paneroni: è nato il 23 gennaio 1871 a Rudiano, dov’è morto il 2 gennaio 1950 a quasi 79 anniLa sua teoria, genuina e incrollabile: «La terra non gira, sta ferma. Non è sferica ma piatta e infinita»
Giovanni Paneroni: è nato il 23 gennaio 1871 a Rudiano, dov’è morto il 2 gennaio 1950 a quasi 79 anniLa sua teoria, genuina e incrollabile: «La terra non gira, sta ferma. Non è sferica ma piatta e infinita»

«La terra non gira, o bestie!». È la frase con cui Giovanni Paneroni, indomabile terrapiattista, si rivolgeva di solito ai suoi contestatori ricevendone in cambio insulti e risate, a volte inviti a farsi curare; ma Paneroni non si arrese, mai, fino alla sua morte nel 1950. Era nato a Rudiano, domani avrebbe compiuto 150 anni e per l’epoca non era affatto una persona incolta: aveva studiato per un paio d’anni a Bergamo, in un collegio vescovile prima di trovare lavoro nella Città dei Mille, in una bottega dove imparò a lavorare quel dolce «tiramolla» che i bresciani conoscono come «tirapicio» e che gli permise poi di sostenere negli anni una famiglia particolarmente numerosa, con ben otto figli. Ma ben presto si fece strada in lui quella passione contestatrice che non si fermò mai: in una vera e propria missione intendeva svelare a tutto il mondo quello che riteneva fosse il grande inganno di Galileo Galilei. SECONDO Paneroni la terra non poteva essere rotonda, e cominciò questa sua divulgazione nelle strade e nelle piazze con accesi discorsi corredati da una serie di tavole che il suo pubblico ammirava incantato… o sbellicandosi dalle risate. Nel 1914 Paneroni continuava la sua «divulgazione popolare» finché decise che era ora di parlare alle persone istruite, agli studenti e ai «professoroni»: tenne discorsi in molte città, da Brescia a Milano, da Pavia a Bologna, da Firenze a Roma: si presentava a congressi scientifici dove spesso gli accademici non riuscivano ad allontanarlo e dove prendeva la parola, spesso acclamato dagli studenti. Il fatto è che Paneroni era assolutamente genuino, candidamente e incrollabilmente convinto delle sue teorie, e proprio grazie a questa sua coerenza fu invitato a parlare in Atenei ma anche ben 24 volte in teatri italiani. Ma le autorità dell’epoca non vedevano certo di buon occhio questo «contestatore scientifico»: nel 1927 fu rinchiuso per alcuni giorni in carcere a Milano, cosa che in seguito avvenne altre numerose volte ma pure, nel 1938, anche nel manicomio di Santa Maria della Pietà di Roma; da lì riuscì a uscire solo grazie all’intervento del pretore di Chiari che conosceva la sua personalità visionaria ma inoffensiva. MA COSA DICEVA Paneroni? «La Terra non gira, sta ferma. Non è sferica ma piatta e infinita: se girasse, con la velocità scapperebbe fuori dall'atmosfera e gli aeroplani rimarrebbero dispersi nel vuoto. Se la Terra fosse rotonda, come potrebbe piovere verso l’alto nei paesi che si trovano sotto, capovolti? Gli Americani ad esempio cadrebbero, le tegole delle case precipiterebbero...» e così via. E il sole, la luna? Il sole «…ha un diametro di 3 metri, pesa 14 chili ed è di puro argento vivo inconsumabile… del valore di cento miliardi di lire. La luna è grande 1 metro e, girando, è proprio lei che produce il vento». Paneroni suscitò la curiosità di Indro Montanelli, che lo inserì nella galleria di personaggi nel suo volume «La mia eredità sono io: pagine da un secolo» edito da Rizzoli; per la Compagnia della Loggetta Renzo Bresciani scrisse negli anni Settanta lo spettacolo «La terra non gira, o bestie!» con la regìa di Costanzo Gatta, e il personaggio di Giovanni Paneroni venne interpretato da Daniele Squassina. •

Luigi Fertonani