SÌ, VIAGGIARE MEGLIO IN DUE

di Stefano Malosso
Christian Lavernier alla chitarra, Ugo Dighero voce narrante: le anime di «Platero y yo», nuova tappa della programmazione estiva del Ctb
Christian Lavernier alla chitarra, Ugo Dighero voce narrante: le anime di «Platero y yo», nuova tappa della programmazione estiva del Ctb
Christian Lavernier alla chitarra, Ugo Dighero voce narrante: le anime di «Platero y yo», nuova tappa della programmazione estiva del Ctb
Christian Lavernier alla chitarra, Ugo Dighero voce narrante: le anime di «Platero y yo», nuova tappa della programmazione estiva del Ctb

Scegliersi un buon compagno di viaggio è, a modo suo, un’arte. Cosa significa incrociare il proprio sguardo con quello di chi viaggia insieme a noi, e ci aiuta a leggere il mondo? In un processo di identificazione e di riconoscimento, viaggiare in due assume allora la valenza di una rivelazione, di una riscoperta del vivere insieme. Prosegue con successo la stagione estiva del Centro Teatrale Bresciano, con lo spettacolo dal titolo «Platero y yo», in programma martedì e mercoledì alle 21.30 al Chiostro Santa Chiara, con la regìa di Ugo Dighero e Christian Lavernier e l’interpretazione di Dighero, voce narrante, e Lavernier alla chitarra, con le musiche di Mario Castelnuovo-Tedesco. Uno spettacolo tratto dal poemetto firmato dal Premio Nobel per la Letteratura Juan Ramon Jimenez, in una riscoperta dell’amicizia e dello scambio tra esseri viventi. «Anni fa Lavernier mi ha detto che gli sarebbe piaciuto fare un melologo - spiega Dighero -. Si tratta di un genere particolare, nel quale le parole sono inserite nello spartito musicale come se si trattasse di una canzone, una forte sinergia tra la musica e il testo. Ho letto il poema di Jimenez e l’ho scoperto poco per volta, lavorandoci, e continuiamo a scoprirlo ogni sera. Un viaggio meraviglioso, fatto da una chitarra classica e dalla poesia». Il testo di Jimenez narra la sorprendente amicizia tra l’autore e un piccolo asinello, innocente e dallo sguardo puro, che, tra realtà e fantasia, lo accompagnerà attraverso le strade dell’Andalusia. «Il paesaggio è una parte importante del testo, scopriamo tutti i colori di questa regione, dei suoi cieli e della sua terra. Platero è una sorta di musa ispiratrice, rappresenta la purezza della comprensione e dell’accettazione della natura che solo un animale può avere. Un’innocenza che è molto simile a quella di un bambino, che osserva il mondo in modo candido, spontaneo. Ne nascono quadri meravigliosi, osservazioni e piccoli dettagli che ci parlano al cuore. Lo spettacolo ha una grande forza, riesce a parlare a tutti grazie a questa semplicità, parla allo stomaco del pubblico ed emoziona come sanno fare le fiabe». Un’emozione resa possibile anche dalla presenza della musica. «Il melologo riesce a fondere musica e testo in una cosa sola - spiega Lavernier -. Ogni parola e ogni suono della voce è accompagnato dalla musica in modo aderente, in una partitura costruita come un pizzo. La chitarra compone una scenografia creando immagini che sono come acquerelli proiettati nella mentre di chi ascolta. In un mondo come quello di oggi, questo spettacolo ci invita a recuperare il rapporto con la natura, con la bellezza del paesaggio e dell’amicizia, suggerendo un tempo diverso rispetto a quello della nostra realtà, un invito a entrare dentro un’altra dimensione».•. © RIPRODUZIONE RISERVATA