«Un corpo smembrato» di gran talento

di Anna Castoldi
«Un corpo smembrato»
«Un corpo smembrato»
«Un corpo smembrato»
«Un corpo smembrato»

Andate alla presentazione di «Un corpo smembrato» di Luigi Filippelli e Samuele Canestrari, alle 21 a Matrici Aperte: è un fumetto così profondo e denso che vale la pena di scoprirlo con i suoi autori. Si può continuare a leggerlo e perdersi nel tratto allucinato di Canestrari, scoprendo ogni volta nuove cose. «È adatto piu a una rilettura che a una lettura - conferma Filippelli, sceneggiatore - abbiamo lasciato molte cose all'interpretazione di chi legge». La trama è scarna: più che uno sviluppo lineare, uno sprofondamento a varie altezze dell'inconscio. Eroina del viaggio Marina, una ragazza divisa tra città e provincia: nella prima ha frequentato l'accademia di belle arti, nella seconda vive. Fa la cassiera e intanto lavora al progetto di una scultura. «Prova continuamente il dolore fisico e mentale che qualcosa le venga strappato via - spiega Filippelli -. Il tema è la precarietà: manca un orizzonte di senso, un luogo a cui appartenere, affetti a cui tornare». Manca soprattutto uno scopo, una stabilità, insomma la sensazione che il mondo sia integro e leggibile: «Qualcosa che i nostri nonni non avrebbero mai messo in discussione. Per noi, invece, il mondo è smembrato, come questo fumetto: la narrazione procede per suggestioni, è onirica. Tra le vignette ci sono spazi neri in cui succede qualcosa che non sappiamo o non riusciamo a ricordare. Lo stesso libro non ha la copertina, si vedono le cuciture, c'è solo una sovraccoperta che si può togliere e appendere come un poster». Onirico anche lo spunto iniziale: Marina suona al citofono, ma la persona chiamata non arriva. Un bambino cade da una finestra, lei chiede aiuto, intanto il bambino viene investito da un auto che non si vede e non fa rumore: lascia solo la traccia della gomma e il sangue.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA