Uomo e Donna illuminati in un dialogo metafisico

La copertina di «Shams»
La copertina di «Shams»
La copertina di «Shams»
La copertina di «Shams»

CarissimƏ. Questa è la vostra palingenesi. Il libro-ventaglio «Shams. Luna» (MarcoSerraTarantolaEditore) la illustra con un dialogo metafisico, per accorpare Uomo e Donna in un'unica luce. Leggerlo - da ambo le parti: simbolica palindromia - costa naturale concentrazione, presenza meditativa. Ciò che in Laura Orlandini fluisce come spontanea sorgiva. «Dipingo la mia arte e mi dedico alla scrittura in atelier», racconta l'autrice bergamasca; «viaggi terreni (e oltre) mi hanno condotta a conoscere talenti personali, riapparsi uno a uno, in una vita di costante ricerca. L’arte pittorica viene in aiuto nel collegamento con il mondo esterno, mentre la scrittura rimanda allo studio di un equilibrio che proviene da una fonte molto, molto più alta, presente nelle memorie di tutti noi». Il Brasile l'ha sospinta su nuove rotte, bruciate entro pigmento bianco. Brescia la fa sostare nelle sue piazze, per dipingere ore d'oro en plein air. Questo scritto oracolare vorrebbe spiegare nel presente un passato inaudito, allacciato a un futuro rinato. L'ortogonalità del linguaggio è la dolce mannaia che pota il vecchio permettendo la fioritura. Così, ecco Hani «la donna che accudisce il sole». Hina-Hinanui, «la dea della luna». Ari, «le acque profonde ed il loro piacevole canto». E Shams, il sole arabo, «errante tra i mondi dei mondi in cerca di verità, divulgatore di pace». La Storia della leggenda dell'umanità prende sangue dalla naufragata Atlantide/Lemuria, carne stellare dagli avi pleiadiani, voce dall'eco di Tahiti. Se siamo «la quinta civiltà sul pianeta», il contatto col divino è realtà pànica: basta accoglierci, esserci. Sgorgare - «impetuosa l’acqua che mi sa condurre tra anse calde e correnti ripide fino al mare» - intinti nel blu generativo, nel rosa della tenerezza. Ricordare, anche: «Nessun colore aveva posto più nel mondo, mentre il grigio che si era rubato tutto si scuriva sempre di più come un cucciolo di lupo che piano piano s’ammanta di quella ferocia che lo rende adulto e potente». I «dipinti dell'anima» sono di necessità acquerelli, per Orlandini. Evanescenti, gocciolati, somigliano ad ancestrali fili elettrici di lana espansa, fibre auratiche.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA