Villanuova, con Shel Shapiro
la beat generation ruggisce più forte

di Claudio Andrizzi
VILLANUOVA. Prima del concerto spazio a un incontro culturale. Accompagnato dal suo fedele chitarrista Daniele Ivaldi  l'ex leader dei Rokes impreziosisce «Musica da bere» con uno showcase acustico ispirato al sound anni '60
David Norman Shapiro  ospite di «Musica da bere»
David Norman Shapiro ospite di «Musica da bere»
David Norman Shapiro  ospite di «Musica da bere»
David Norman Shapiro ospite di «Musica da bere»

Musica da Bere celebra il re inglese del beat italiano: sarà infatti Shel Shapiro, storico ex-leader dei Rokes, l'ospite speciale del secondo appuntamento con il concorso musicale per gruppi ed artisti emergenti organizzato dall'associazione culturale «Il Graffio», in scena questa sera al teatro Corallo di Villanuova.  I riflettori si accenderanno alle 20,45 sull'esibizione dei finalisti del «contest», ovvero Alberto Gesù, Fadà e La Metralli. Poi spazio a Shapiro, che dopo aver ricevuto la targa Musica da Bere alla Carriera, si esibirà in uno showcase acustico accompagnato dal chitarrista Daniele Ivaldi. Shel proporrà un'ampia selezione del suo repertorio. L'ingresso è gratuito. L'esibizione di Villanuova vivrà un prologo alle 17 quando il musicista sarà anche ospite di un incontro nella sala consiliare emblematicamente intitolato «Ma che colpa abbiamo noi?», come una delle sue canzoni più famose. Nell'occasione sarà presentato il libro «Dreamers and Dissenters- Viaggio illustrato tra le mode degli anni '60», alla presenza dell'autore Matteo Guarnaccia. Londinese, classe 1943, David Norman Shapiro è nato in una famiglia di musicisti ed ha formato i Rokes in Inghilterra nel 1960: inizialmente il gruppo si chiamava Shel Carson Combo, in seguito ha cambiato denominazione in The Cabin Boys.  Nel 1963 la band è stata ingaggiata in Italia per accompagnare dal vivo un certo Colin Hicks, cantante inglese di scarso successo in patria: è cominciata così l'avventura tricolore dei Rokes, che per tutta la seconda metà degli anni '60 sono stati uno dei gruppi più popolari e gettonati dell'epopea beat, con una fama seconda probabilmente solo a quella dell'Equipe 84. I successi si susseguono a ripetizione, da «C'è una strana espressione nei tuoi occhi» a «Bisogna saper perdere», ed alla fine della carriera il gruppo totalizza secondo alcune stime vendite per oltre cinque milioni di dischi. All'inizio degli anni '70, Shapiro si è reinventato una carriera come solista, ma anche come autore e produttore, scrivendo per Mina, Patty Pravo, Ornella Vanoni, Gianni Morandi, Mia Martini e molti altri ancora. Nel 2007 ha portato in teatro lo spettacolo «Sarà una bella società», scritto con Edmondo Berselli, e da poco ha pubblicato per Mondadori la sua autobiografia «Io sono immortale». © RIPRODUZIONE RISERVATA