«Vittorialmente», l’ora di celebrare il centenario

«Il cattivo poeta»: film-tributo
«Il cattivo poeta»: film-tributo

Memento audere semper, ricordati di osare sempre, scrisse d’Annunzio. E ha osato alla grande con la costruzione del Vittoriale degli Italiani. Non una casa-giardino-museo, sarebbe banale. Un caleidoscopio di vie, giardini, corsi d’acqua, stanze, oggetti, libri. Un testamento di ricordi e storia, la chimera divenuta realtà di un uomo eclettico, controverso, non sempre amato, ma di indiscutibile genio, che ha fatto la storia nella letteratura e nella politica italiana. Ogni angolo di quel luogo fiabesco parla del Vate, persino la brezza del Garda ne echeggia le odi. Domenica 20 giugno dalle 11 si festeggia il centenario dalla costruzione. «Vittorialmente» l’iniziativa sponsorizzata dalla Camera di Commercio di Brescia e dall’Associazione Amici del Vittoriale. In mostra un Vittoriale completamente rinnovato agli originari splendori dopo gli ultimi restauri, pronto ad accogliere il pubblico con nuovi eventi. Anniversari, Dante e d’Annunzio: «Un filo rosso unisce i due grandi artefici della parola e della bellezza» dice Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani. Domenica è un’occasione speciale: alla mostra «Cento e cento e cento e cento anni» del Vittoriale curata dallo stesso Guerri, che svela gli intenti e i retroscena con l’architetto Giancarlo Maroni per la realizzazione, si accompagna #DantePOP. Sandra Rigali racconta il Poeta, la sua visione del mondo e in dialogo con d’Annunzio, da sfondo la lingua italiana simbolo di bellezza e specchio della società. Ospite speciale il regista Gianluca Jodice che mostra alcuni frammenti de «Il cattivo poeta»: il bravissimo Sergio Castellitto interpreta gli ultimi anni di vita del Vate. Si inaugura «Aligi», un’opera della serie Seme di Emilio Isgrò, pronta ad arricchire il museo a cielo aperto. Non da ultimo la presentazione della bottega online GardaMusei e del cartellone Tener-a-mente: la musica ritorna ad echeggiare nel suo Anfiteatro padre. E a pensare che era solo un’elegante villetta di campagna prima che il gusto istrionico del genio la trasformasse in un «monumento alla sua vita inimitabile per gli italiani», proprio come voleva.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lara Minelli

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