La procedura

Fonderie Cervati, la società fallita entra a far parte del gruppo Streparava

di Redazione economia
Alunext srl, controllata da Streparava Holding, rileva all’asta gli asset di Brescia e Castegnato: occupati un centinaio di dipendenti

La Fonderie Cervati entra definitivamente a far parte del gruppo Streparava. Davanti al notaio Luigi Zampaglione di Brescia, si è svolta la procedura con l'apertura delle buste per l'acquisto dei due stabilimenti della Cervati arrivata al capolinea - quello principale in via Valcamonica in città e quello di Castegnato; in tutto sono occupati un centinaio di dipendenti -: ad aggiudicarsi l'intero compendio è stata Alunext srl, società con sede a Sirone (Lecco), costituita a fine 2020 grazie a una joint venture tra Streparava Holding spa di Adro e Costamp srl di Sirone.

La newco Alunext

La newco, detenuta al 51% dalla holding guidata da Paolo Streparava (il presidente è il Cavaliere del Lavoro Pier Luigi Streparava) e al 49% dalla realtà lecchese, è specializzata nella produzione di getti in lega d'alluminio: è presieduta da Paolo Streparava, vice presidente di Confindustria Brescia con delega a Credito, Finanza e Fisco, mentre l'amministratore delegato è Marco Corti.

L'acquisizione 

La svolta Alunext si è aggiudicata l'acquisizione di Fonderie Cervati dopo che le prime due aste erano andate deserte: la base di partenza era fissata a 3 milioni di euro, essendo Alunext l'unica partecipante, è ipotizzabile che la cifra di vendita non sia molto distante dal prezzo iniziale.

Il fallimento Cervati

Le attività e i lavoratori della Fonderie Cervati si assicurano così un futuro più solido, dopo le difficoltà degli anni precedenti. L'azienda era stata dichiarata fallita a dicembre 2022 (curatore Luigi Meleleo), dopo l'inammissibilità della proposta di concordato preventivo in continuità presentata dalla precedente proprietà: a pesare era un passivo complessivo di quasi sei milioni di euro.

Il gruppo Streparava, attraverso la controllata Alunext, aveva sottoscritto un contratto d'affitto per continuare a produrre nei due siti di Brescia e Castegnato: un'operazione-lampo, risolta in soli 14 giorni lavorativi, con il coinvolgimento di imprenditori, sindacati e di tutti gli advisor che hanno seguito la vicenda. La produzione nei due stabilimenti è concentrata sulle fusioni di alluminio ad alta e bassa pressione destinate in particolare al comparto automotive, anche grazie a un piano investimenti che ha impegnato finora almeno 2 milioni di euro. 

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