LA SCELTA

Matteo Ruggeri e il sogno realizzato: è il più giovane pastore transumante d'Italia

di Adriano Baffelli
Il 26enne di Montichiari è protagonista in un'attività che l'Unesco ha inserito nel Patrimonio Culturale Immateriale. Afferma: «Non tornerei indietro per niente al mondo»
Matteo Ruggeri, 26 anni, originario di Montichiari: è il più giovane pastore transumante a livello nazionale
Matteo Ruggeri, 26 anni, originario di Montichiari: è il più giovane pastore transumante a livello nazionale
Matteo Ruggeri, 26 anni, originario di Montichiari: è il più giovane pastore transumante a livello nazionale
Matteo Ruggeri, 26 anni, originario di Montichiari: è il più giovane pastore transumante a livello nazionale

«Mi sento libero e a casa mia quando sono in montagna, mi sento e sono il padrone di me stesso», afferma sicuro e con orgoglio, Matteo Ruggeri, 26 anni, che risulta essere il più giovane pastore transumante d’Italia. Il ragazzo, per il quale data la maturità e l’intraprendenza che dimostra pare più appropriato l’appellativo di uomo, si sente particolarmente responsabile delle sue pecore, al punto da sostenere convinto che «se sono ben tenute e in gradevoli condizioni è merito mio, se invece non lo sono e si presentano male è solamente colpa mia». Ruggeri effettua due intensi viaggi nell’arco di quattro mesi, tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate e all’inizio dell’autunno. Spostamenti nei quali le attenzioni sono tutte dedicate al suo gregge, da accudire e proteggere con molta attenzione. Un’impresa tutt’altro che facile, considerando che il gregge conta oltre ottocento esemplari di pecore e capre. «Era il mio sogno di quando ero bimbo e sono riuscito a farlo diventare realtà e di questo sono davvero felice», commenta. Un sogno palesato a mamma e papà quando iniziava il suo percorso di studente sui banchi della prima elementare e già si vedeva impegnato e felice nei panni di un fiero pastore transumante. Dichiarazione d’intenti che suscitava nei genitori un sorriso, poca convinzione che davvero sarebbe andata così. Invece Matteo Ruggeri diceva, e poi avrebbe fatto, sul serio.

Tanto che da alcuni anni quel sogno lo ha realizzato in pieno, accompagnando il nutrito gregge di ovini dalla dinamica Montichiari, dove abita, verso i pascoli dell’Alto Garda, a circa duemila metri d’altitudine, per un soggiorno sino al periodo autunnale delle prime temperature in calo. Un’attività, quella del trasferimento di bestiame durante la stagione calda verso le località d’alpeggio poste in quota, che garantisce così agli animali migliori condizioni ambientali, che nel 2019 l’Unesco ha inserito nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, istituita a Parigi il 4 novembre 1946, ha riconosciuto il valore della transumanza sulla base di una candidatura transnazionale presentata da Italia, Austria e Grecia.

Matteo Ruggeri, 26 anni, originario di Montichiari
Matteo Ruggeri, 26 anni, originario di Montichiari

Un’attività che nonostante l’aulico riconoscimento rischia di scomparire perché è ormai davvero difficile trovare chi, soprattutto se giovane, ha voglia di intraprenderla, considerate le difficoltà da superare. Problematiche che non spaventano Matteo Ruggeri, molto contento di averla intrapresa e di poter dimostrare che si può vivere anche senza seguire ritmi e modalità da tempi moderni. Insieme a capre e pecore il giovane pastore accompagna due cavalle avelignesi e gli immancabili cani, indispensabili per tenere unito il gregge e salvaguardarlo dai pericoli più grandi, rappresentati dal caotico traffico stradale. Mentre raggiunge la riviera gardesana, passa per Salò, quindi si inerpica per la Vallesabbia, attraversa la Valvestino per raggiungere il monte Tombea, Matteo Ruggeri si sente libero e appagato. Nessuna difficoltà, né intemperanza atmosferica possono fermarlo o fargli pensare di avere intrapreso una strada sbagliata. «Sono libero e felice della scelta fatta - sottolinea Matteo - non tornerei indietro per niente al mondo. Consiglio a tutti, ai ragazzi in particolare, di seguire i propri sogni, credendoci con forza e dando energia a quel che ci piace davvero». Un’esortazione da un uomo d’altri tempi che testimonia con il suo esempio un modo di abbracciare la natura e la pratica agricola senza compromessi. Un’attività impegnativa anche nel resto dell’anno, non solo durante la transumanza, con orari che coprono lo spettro temporale dell’intera giornata e che non concedono respiro nemmeno durante il fine settimana. L’amore per gli animali fa premio su tutto.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA