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Meccanica, le imprese bresciane resistono al Covid ma preoccupano i costi di energia e materie prime

Le imprese del settore Meccanica sono resilienti, nonostante la pandemia, ma serve una politica europea contro l’aumento dei costi di materie prime ed energia. Nel 2020, secondo quanto emerge dall’analisi di quasi 1.750 bilanci di realtà bresciane attive nel comparto, la quota di aziende posizionate in classe A, quella relativa agli operatori più virtuosi, si è attestata al 28% del totale, invariata rispetto all’anno precedente. Risultati economici incoraggianti – evidenzia Confindustria Brescia – soprattutto se contestualizzati alla luce della crisi globale generata dall’emergenza sanitaria per Covid-19.

I dettagli emergono dall’Indice sintetico Manifatturiero (ISM): la classe di merito B mostra movimenti marginali, perdendo solo due punti percentuali, mentre c’è un incremento della sezione D (l’ambito che accoglie le realtà potenzialmente più fragili) che passa dal 4% nel 2019 al 7% nel 2020. Ed è questo l’unico dato che solleva preoccupazioni.

“La resilienza mostrata dalle nostre aziende in questi anni di pandemia, la forza nell’innovare e quella di essere presenti in tutto il mondo, con il record di esportazioni, certifica il valore del nostro comparto produttivo, capace di affrontare questa crisi con maggiore forza rispetto a quanto avvenne nella grande recessione del 2008/09 – commenta Gabriella Pasotti, presidente del settore Meccanica di Confindustria Brescia –. Nel 2021 stiamo assistendo a un forte recupero dei volumi, ma questo non basta: ora serve una politica comune europea che porga un freno, in modo strutturale, a due problematiche emerse nell’ultimo anno come l’aumento delle quotazioni dei metalli e dell’energia o, come abbiamo detto più volte, sarà troppo tardi”.

COSA E’ ISM

L’Indice Sintetico Manifatturiero (ISM) è un modello statistico multivariato che si pone come strumento complementare all’analisi di bilancio tradizionale. Nasce dalla consolidata sinergia tra il Centro Studi di Confindustria Brescia e OpTer dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, un esempio virtuoso in cui il mondo dell’industria e quello accademico si uniscono creando valore aggiunto. ISM sintetizza più indici di bilancio e attribuisce a una singola azienda un unico punteggio capace di esprimere il suo stato di salute.

Lo score è suddiviso in otto classi di merito: dalla migliore “A1” alla peggiore “D2”. In questa edizione, per semplificazione, le classi sono ridotte a quattro (A, B, C, D). ISM implementa su un database di aziende manifatturiere bresciane la regressione logistica, utilizzando le variabili di bilancio del modello economico di Altman del 1993. Nel febbraio del 2021 ISM è stato presentato per la prima volta in una conferenza stampa dedicata e ha ottenuto un riconoscimento scientifico venendo pubblicato sulla rivista internazionale National Accounting Review (NAR).

Paola Buizza