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Montichiari, maxi-operazione cargo con destinazione Uganda

di Cinzia Reboni
Aperta una linea con l’Africa dal D'Annunzio: in azione anche due Antonov. Aumento di capitale: Broletto ancora in stand-by
All’aeroporto le operazioni di carico del Boeing 747 al D’Annunzio di Montichiari
All’aeroporto le operazioni di carico del Boeing 747 al D’Annunzio di Montichiari
All’aeroporto le operazioni di carico del Boeing 747 al D’Annunzio di Montichiari
All’aeroporto le operazioni di carico del Boeing 747 al D’Annunzio di Montichiari

Non ci sono First class, Business class, Economy o Premium. Solo pallet di merce che da Montichiari volano verso Entebbe a bordo di un B747-400F Atlas Air di Network Aviation Group. Nelle scorse ore, con l’arrivo del Boeing battente bandiera inglese, proveniente da Liegi, è iniziata la maxi operazione cargo per trasportare una linea di imbottigliamento dal D'Annunzio in Uganda. Quattro i voli previsti per questa complessa operazione: agli aeromobili Atlas Air verranno aggiunti nei prossimi giorni anche due Antonov 124-100 della Antonov Airlines. Tutti i velivoli hanno una portata di 15 Unit Load Device, unità di carico. 

Una stazza di media-grande portata

La merce trasportata è della Sacmi di Parma, azienda leader nel settore beverage e soft drink, che sta impiantando un sito produttivo in Uganda. La spedizione è stata curata da ItalianSped e OpenSky World. Operazione significativa Pur essendo un aeroporto a vocazione cargo – nel 2022 ha trasportato 40.000 tonnellate di merce, il 4% del mercato - l'operazione Uganda è significativa e rafforza il potenziale di sviluppo di quello che oggi è il quinto aeroporto cargo nazionale.  Non a caso, intorno al D'Annunzio si è fatta strada l'ipotesi di un hub europeo di riferimento per l’import ed export con l'Africa. Operazione che è stata recentemente presentata al ministero dei Trasporti libico.

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Del resto, l'aeroporto di Montichiari si trova in una delle aree più dinamiche d'Italia, viene sottolineato nel documento consegnato agli esponenti del Governo del Paese Nordafricano, ricordando la presenza delle autostrade: dalla A4 Milano-Venezia, in cui confluiscono A35 e A21, fino alla vicinanza con la A22. Mentre sul piano degli investimenti, il D'Annunzio è a un bivio.

Nei giorni scorsi è arrivato il via libera del ministero dell’Ambiente per il rilancio dell’aeroporto, che prevede un investimento di 101 milioni di euro per il prolungamento della pista di volo da 2.900 a 3.450 metri, l’ampliamento del terminal cargo, la realizzazione di strutture a servizio delle attività aeroportuali, modifica della viabilità e nello specifico del tracciato della sp37.

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Intanto Save, che è azionista di maggioranza anche dell’aeroporto di Brescia, si appresta a lanciare il piano di sviluppo di Montichiari con un investimento da 50 milioni di euro in dieci anni per consolidare lo scalo nel suo ruolo di hub per le merci e le spedizioni postali. Sul tavolo resta ancora aperta la partita dell'aumento di capitale sociale di 30 milioni di euro deciso dall'assemblea degli azionisti della società Catullo di Verona, cui fa capo il D'Annunzio, e la prelazione sulla vendita del 3,01% delle quote societarie della Fondazione CariVerona, pari a 118 mila azioni, per un valore di circa 2,8 milioni di euro. Due questioni che interessano la Provincia di Brescia, che detiene una piccola parte delle quote societarie (il 2,15%). Il Broletto per il momento resta in stand by, in attesa di valutare le risorse di bilancio: l'aumento di capitale graverebbe sulle casse dell'ente per 700 mila euro. Anche la riunione di lunedì non è servita a sciogliere i dubbi.

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