Vinitaly Special Edition

Casa Athesis: «Vino Made in Italy, tra biologico e bag in box, le sfide della ripresa»

Diretta Vino Made in Italy

Si conclude con l'ultima diretta a Casa Athesis delle 15.30 l'edizione Vinitaly Special Edition.

Il tema dell'incontro sarà «Vino Made in Italy, tra nuove tendenze e sfide sostenibili» con Paolo Massobrio, giornalista e gastronomo, fondatore di Golosaria e Davide Gaeta, docente di Economia Aziendale all’Università di Verona. Modera Monica Sommacampagna, autrice e giornalista.

In mattinata i vertici di Veronafiere hanno fatto il bilancio della manifestazione mentre nel primo pomeriggio si è parlato di vino e ristorazione dopo la pandemia con Alberto Tonello, Luigi Cremona e Michele Bertuzzo.

DIRETTA

Sommacampagna: «Si respira aria di ripartenza a giudicare dai dati. Cosa ci dicono questi dati?»

Gaeta: «Io sono sempre un po' prudente quando si tratta di dati. Le prime osservazioni riguardano il semestre 2021, è un buon dato che ci dice dall'apertura Oreca un +14% di media, un buon incremento e la cosa interessante è che non riguarda solo il vino, il settore degli spirits registra un 25%. L'analisi dei dati macro, la crescita si avverte anche rispetto al 2019, il 2020 non fa testo, seppure temevamo molto peggio, pensavamo un anno disastroso, perdita contenuta intorno al 20%. Il vero dato +è l'indebitamento delle aziende in quell'anno. Poi c'è l'eterna questione dell'export, ogni anno registriamo un record: l'obiettivo era 5, si pensa si aggirerà intorno ai 7 miliardi. Un dato che merita una riflessione, è cresciuto. »

Massobrio:«Nel 2020 le grandi aziende del vino hanno fatto -8, poi ci sono anche quelle che hanno fatto meno 35-40. Ma io ho fatto una indagine tra i presidenti dei consorzi e con sorpresa, una regione come le Marche ha detto "guarda noi non abbiamo grandi aziende che esportano né nell'Oreca ma abbiamo riscoperto il bag in box". Cosa vuol dire questo? L'esigenza di allargare i punti vendita, dal vino nelle edicole, espando il mio mercato. Poi c'è stata un'altra tendenza, alcuni hanno scelto di fare un vino che comunque lo potrò vendere e raccontare anche se ha 3-4 anni di affinamento. Poi devi calibrare perché capitalizzare costa. Poi c'è l'innovazione, per esempio la cantina di Negrar ha deciso di fare un vino che non è l'Amarone o il Ripasso, ma è un vino di 13,5 gradi che ricorda queste lavorazioni, ma è da bere a tutto pasto e costa 5 euro. Così dimostro che la vicenda del covid, l'attenzione al mercato di prossimità è diventata fondamentale»

Gaeta: «A proposito dei bag in box è stata la salvezza dei mercati del nord Europa. Gioia e dolori perché questo ci tiene basso il prezzo dell'esportazione. Io credo che la notizia positiva è sicuramente la tenuta del settore, ma per evitare i toni trionfalistici, dobbiamo stare attenti a un altro elemento, cioè i margini. 

Massobrio: «Siamo in un momento di assestamento, siamo in un "dopo guerra" e ci sono tanti problemi che vanno risolti»

Sommacampagna: «Come è messa l'Italia rispetto alla sostenibilità? Abbiamo di che vantarci?»

Gaeta: «L'indagine sulla sostenibilità che non significa solo biologica è importante perché per la prima volta abbiamo comparato la situazione in Europa. Prima riflessione, le 4 aeree Italia, Francia, Germania e Spagna rappresentano l'85% del biologico e il 70% mondiale. La seconda è che il differenziale del prezzo non è la motivazione che spinge a produrlo perché il mercato non premia ancora il biologico, ma si fa per una questione di approccio da parte delle aziende, perché fa bene»

 

Giorgia Cozzolino