L’EDITORIALE

Azienda Italia. Crescita e profilassi

Non tutti i nodi sono stati sciolti. Bisognerà ancora capire, ad esempio, chi controllerà i datori di lavoro. Ma il «super-Green pass», con la firma di Mattarella e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, entra in vigore. Con una novità che dovrebbe allontanare il rischio di ricorsi alla Consulta e rendere più digeribile il provvedimento per i lavoratori: nel testo sparisce la sanzione disciplinare della «sospensione» per chi è privo del certificato. Confermato, invece, lo stop allo stipendio fino a quando il lavoratore non sarà vaccinato. Nessuna deroga per i deputati, che dovranno munirsi di Green pass per entrare a Montecitorio. Pena, la perdita della diaria. Tornerà a breve anche l’indennità per i lavoratori che risultano positivi e devono rimanere in quarantena. Al di là delle novità dell’ultima ora, l’estensione dell’obbligo del Green pass segna un netto cambio di marcia nella strategia dell’esecutivo sul fronte dell’economia, con l’obiettivo di una crescita a due cifre nel prossimo biennio. Un risultato non solo «storico» ma anche essenziale per un Paese che deve fare i conti con un debito sempre più alto e che non può permettersi rallentamenti nel ciclo produttivo o nuovi lockdown. La partecipazione del premier Draghi all’assemblea di Confindustria oggi è il segnale più eloquente dell’attenzione con la quale l’esecutivo vuole accompagnare la crescita rendendola strutturale. Ed è proprio questa la vera scommessa del super-Green pass: mettere insieme sicurezza e lavoro.

Antonio Troise

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