L’EDITORIALE

Aziende covid-free per la vera ripresa

Tenere il piede in due staffe di cavalli che corrono in direzione opposta non è facile. O se ne sceglie uno, oppure si rischia una rovinosa caduta. Matteo Salvini cerca sulla questione del green pass e dell’obbligo vaccinale, di tenere insieme il diavolo e l’acqua santa. Ma così facendo rischia di scontentare tutti, gli imprenditori del Nord ben rappresentati dai Governatori leghisti delle Regioni, e i No Vax che alla fine potrebbero preferire chi tiene il punto senza tentennamenti, e cioè la Meloni. Ma al di là dei calcoli strettamente politici, che però in questa fase a ridosso della competizione elettorale per le amministrative, contano molto, la «battaglia» sui vaccini appare più che altro come un gigantesco teatrino volto a distogliere l’attenzione della gente da problemi ben più seri che dovremo affrontare nelle prossime settimane, quali la riforma del mercato del lavoro, quella delle pensioni, la revisione del reddito di cittadinanza, la riforma della concorrenza e quella fiscale. Tutti temi sui quali i partiti avranno ben poche possibilità di ricercare visibilità attraverso un certo posizionamento politico. Si tratta infatti di riforme sulle quali sarà determinante la volontà di Draghi perché bisognerà soddisfare le aspettative di Bruxelles se non si vogliono mettere a rischio i soldi promessi dalla Ue e che ci servono per recuperare in parte i ritardi italiani in molti campi. Come ha efficacemente detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di fronte al rischio di infettare i nostri vicini o in qualche caso causarne la morte, non si può invocare la "libertà " individuale, ed è addirittura osceno (anche se viene da autorevoli professori universitari) accostare il Green pass alle limitazioni della libertà patite dagli ebrei sotto il nazifascismo. In una società civile la libertà di ciascuno di noi è limitata dalla necessità di non arrecare danno al prossimo. Dal punto di vista economico è fondamentale che si eviti in tutti i modi di dover tornare alla chiusura totale o parziale delle attività economiche per frenare la diffusione del virus. Ed è ben strano che i sindacati si dicano da un lato contrari al Green pass e dall'altro invochino una legge per rendere obbligatoria la vaccinazione.La Confindustria è stata chiarissima: ci vuole il Green pass per proteggere tutti i lavoratori e chi non lo vuol fare deve essere momentaneamente sospeso dal lavoro. Quanto al costo dei tamponi per chi non è vaccinato, sarebbe illogico che lo Stato coprisse i costi di tutti, anche di coloro che non hanno impedimenti fisici verso i vaccini. Chi si esclude volontariamente dalla vaccinazione, dovrà pagarne le conseguenze.Dal punto di vista economico la questione è semplice: l'Italia sta vivendo un momento magico con un rimbalzo superiore alle previsioni ed una buona ripresa dell'occupazione. Tuttavia non dobbiamo rischiare di bloccare ancora una volta la macchina, perché poi un rilancio sarebbe davvero difficile. Il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di impegnare al massimo tutte le nostre energie per completare il rilancio con le riforme di cui si parlava poco sopra, e nel contempo per elaborare i progetti per gli investimenti finanziati dall'Europa che devono partire il prossimo anno e che devono essere completati entro il 2026. Solo così riusciremo a recuperare tutto quello che abbiamo perso durante l'epidemia e soprattutto potremo impostare una crescita superiore a quella , davvero modesta, degli ultimi anni, specie quelli dei governi Conte 1 e 2.Le fibrillazioni politiche possono rendere più oscuro il nostro futuro. Spetterà ai cittadini non farsi attirare dai miraggi di facili guadagni a spese dello Stato. Solo se sapremo mantenere la fiducia in un governo di gente seria come Mario Draghi, riusciremo non solo a battere l'infezione da Covid ma anche a cambiare la nostra economia per farla crescere come, e più, di quelle degli altri Paesi europei, creando finalmente quelle opportunità di lavoro che da troppo tempo mancano in particolare ai giovani e alle donne.

Ernesto Auci

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