Chiesa e politica il clima è mutato

In maniera diretta, quasi ruvida, il segretario generale della Cei, monsignor Galantino, voluto direttamente da Papa Francesco, entra in rotta di collisione con la Lega di Salvini, con Grillo e ora alza il tiro e arriva perfino al Governo. Chi guadagna voti sui migranti afferma cose insulse, ha sostenuto. E ieri ha aggiunto, rivolto a Renzi: non basta salvare i profughi per mettersi la coscienza a posto. Si tratta unicamente di temperamento dei relativi personaggi o siamo dinanzi ad una svolta nei rapporti della Chiesa italiana verso la politica? Incredibilmente, lo scontro avviene in regioni come la Lombardia e il Veneto di fede leghista, ma soprattutto di fede cattolica. Il vero bacino elettorale, quello dello zoccolo duro del leghismo, è in regioni che mostrano un grande spirito di solidarietà verso i bisognosi, dove il volontariato della Caritas fa miracoli sia verso gli immigrati che i molti poveri italiani. Sono cattolici irriverenti con Papa Francesco? Il fatto è che in campo etico e sul terreno politico il cattolicesimo lombardo-veneto mostra notevole libertà di voto. Ma, soprattutto, lo stesso popolo delle parrocchie è insieme caritatevole quanto preoccupato per l'incremento degli immigrati. Conta pure la crisi economica, ma soprattutto il timore di un'invasione. È vero che i vescovi hanno scritto ai loro fedeli, ma nello stesso tempo non tralasciano di ricordare la denatalità, un vuoto riempito dagli immigrati. Sono per l'accoglienza, non per il disordine; hanno messo a disposizione molte strutture per più del 25 per cento dei richiedenti asilo politico. E la questione cattolica si interseca con quella politica. Il cuore di queste regioni batte sostanzialmente al centro, è un popolo di moderati, ma con una sempre maggiore autonomia politica e religiosa. La polemica ha però confini italiani e non solo regionali. È il rapporto tra politica e Chiesa cattolica che è mutato. Ai vescovi manca una linea esplicita, come quella ruiniana, criticata ma chiara. E Bergoglio ha fatto della misericordia, e non dell'accusa, il principio non negoziabile del cristianesimo. La Chiesa non ha attaccato il governo sulle unioni civili, sul gender. Ha espresso un giudizio benevolo nei confronti della riforma della scuola. Il presidente del Consiglio è cattolico ma non mostra, almeno pubblicamente, la deferenza verso i vescovi che distingueva ad esempio Forza Italia. Insomma, il clima è mutato. È in corso un doppio processo di laicizzazione. Politica più libera e autonoma e Chiesa più rivolta a se stessa o comunque al sociale, ma più distante dalla politica.