L’ESECUTIVO

Draghi e le tre grandi priorità

Il governo Conte 2 ha lasciato all’Esecutivo guidato da Mario Draghi un progetto incompiuto per l’impiego dei fondi europei, tanti impegni di spesa dissipativa (primule, tavolini a rotelle, etc.), che hanno gonfiato il debito oltre misura, e una capacità di gestione medica dell’emergenza piuttosto buona per la qualità degli operatori. Pertanto è razionale pensare che Draghi dovrà lavorare su tre priorità parallele di breve termine: convertire gli impegni di spesa inutile in spesa efficace pronta a coprire il fabbisogno d’emergenza, limitando indebitamenti eccessivi ulteriori; presentare entro i termini fissati un paniere di progetti italiani credibile e conforme alle linee guida dell’Ue; rendere la macchina vaccinale super-efficiente trovando la giusta architettura di comando statale combinata con le Regioni. Per le prime due missioni la squadra del nuovo Governo è molto ben attrezzata, per la terza è probabile una sua efficienza. Qual è il compito di Draghi nella missione d’eccezione - con la sospensione di fatto della politica eletta - che gli è stata affidata dal Quirinale? Produrre fiducia in Italia e sull’Italia fino a che i fatti reali non svolgano questo ruolo. Gli attori finanziari che comprano il debito italiano hanno già anticipato l'effetto fiducia. Il mondo rilevante ha espresso rispetto per un'Italia a guida Draghi (e Mattarella): serve per ottenere migliori condizioni di sostegno all'Italia, in particolare da Ue e Bce. Potrà anche dare una spinta al mercato liberalizzandolo? Il momento dell'Italia richiede consenso e riparazioni urgenti non compatibili con riforme complesse e non sostenute da elezioni. Ma il Governo ha qualità per impostarle e rendere credibile l'inversione dal pessimismo all'ottimismo.

CARLO PELANDA

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