Il fuoco «amico» contro il premier

La sinistra Pd non ha votato nella direzione del partito contro la proposta di Renzi sull'Italicum. L 'ennesima sconfitta non si deve soltanto al computo dei numeri che assegnano a Matteo Renzi una maggioranza bulgara negli organi di partito, ma soprattutto alla pochezza delle argomentazioni avanzate dagli oppositori.
Sulle questioni istituzionali l'opposizione si basa essenzialmente su due aspetti: la sproporzione tra deputati nominati e quelli eletti e la «democratura», cioè la democrazia autoritaria che si determinerebbe a causa della legge elettorale fortemente maggioritaria e dell' abolizione del Senato quale elemento di contrappeso e di controllo.
Ma la pochezza delle opposizioni a Renzi risalta ancora di più sulle questioni relative all'economia e al lavoro. Per creare lavoro non basta richiedere, come fa Landini, più spesa pubblica e più tasse. Negli ultimi vent'anni abbiamo già ampliato a dismisura la spesa pubblica, ma questo non è bastato a darci un decente tasso di crescita e quindi posti di lavoro realmente competitivi. Né possiamo invocare l'uscita dall' Euro proprio adesso che la Bce sta inondando il sistema di liquidità.
Renzi sta cercando di togliere le incrostazioni corporative che bloccano il sistema. Ha ridotto gli stipendi degli alti burocrati e ne ha limitato il potere, ha riformato le banche Popolari dopo oltre vent'anni di discussione, ha riformato il mercato del lavoro rendendolo più simile a quello dei paesi anglosassoni e della Germania dove la disoccupazione è molto inferiore a quella italiana. Si poteva fare meglio, evitando alcune improvvisazioni ? Certamente sì. In realtà, il clima di opinione degli imprenditori e dei consumatori sta notevolmente migliorando come confermano i dati Istat.
L'occupazione sta lievemente migliorando e soprattutto nel Nord i progressi sono sensibili. Come può l'opposizione spingere solo per ritardare o boicottare le riforme che consentirebbero al Paese di riprendete il cammino dello sviluppo dopo tanti anni di crisi? Sicuramente in una sana democrazia l'opposizione deve fare il proprio mestiere, e cioè elaborare ricette diverse e migliori da proporre agli elettori. Ma questo nei Paesi seri non deve essere confuso con il sistematico boicottaggio dell'azione di governo. In Italia si preferisce urlare in tv invece che pensare a serie e credibili politiche alternative.
Così si rischia solo di illudere la gente e poi, in caso di vittoria elettorale, fare la triste fine che sta facendo Tzipras in Grecia.
ERNESTO AUCI