SCENARI ENERGETICI

Imparare a non contare su Mosca

di Carlo Pelanda

Al momento lo scenario registra un confronto asimmetrico tra Ue/Nato/G7 e Russia: la seconda usa i cannoni, i primi sanzioni economiche. Nel breve termine tale formula, dove la Nato resta in postura militare solo difensiva, fornisce un vantaggio a Mosca. Ma gli alleati stanno riportando il confronto a simmetria fornendo alla resistenza ucraina retrovia e mezzi militari capaci di interdire almeno parte del territorio all’offensiva russa. Pertanto l’esito potrebbe essere, tra qualche settimana, un “cessate il fuoco” seguito da un compromesso che porti, di fatto pur non di diritto, alla formazione, semplificando, di due Ucraine: quella russofona orientale e costiera e una occidentale. Per inciso, l’interesse realistico dell’Ue è che ci sia un’Ucraina libera, pur amputata, dove ricollocare i rifugiati, riunificare le famiglie e dare un territorio alla comunità nazionale ucraina, nonché affiliare all’Ue stessa il suo notevole potenziale economico (capitale umano qualificato, produzioni agricole, minerali critici, e così via). Ma tale ipotetico compromesso difficilmente potrà ripristinare relazioni economiche significative tra Ue/G7 e Russia, sia per inaffidabilità della seconda sia per la necessità di mantenere una dissuasione/compressione da parte delle democrazie. Mosca, infatti, oltre che continuare a pesare su Finlandia, Svezia e Moldavia (non membri della Nato) potrebbe compromettere l’indipendenza energetica di Italia e Ue. Ci potrebbe riuscire sul piano dei combustibili fossili, facendosi sentire nei confronti dell'Azerbaijan, da cui parte il gasdotto Tap e destabilizzando la Libia, nonché contrastando con azioni armate, come sta facendo in Mali, l'azione dell'Unione europea per costruire un partenariato con l'Africa, questa essenziale per i rifornimenti energetici, di minerali e alimentari all'Europa.Pertanto è elevata, al momento, la probabilità che l'Ue debba affrontare un distacco totale o quasi dalle forniture russe e quindi organizzare rapidamente la loro sostituzione, gestendo con politiche straordinarie il periodo di transizione. Ciò sta avvenendo con un sistema integrato europeo di gestione dell'energia e ampliamento delle fonti, a cui dovrebbe seguire rapidamente uno schema simile per minerali e, soprattutto, materiali agricoli. Da un lato l'azione è credibile, ma dall'altro c'è un rischio sul fronte dei prezzi e dellinflazione per un periodo prolungato. Pertanto la politica monetaria dovrà restare espansiva per permettere agli Stati di fare debito d'emergenza con cui finanziare compensazioni ai settori economici colpiti. I segnali che confermano tale tendenza sostengono l'ottimismo economico.