SCENARI ECONOMICI

L'intervento pubblico che può farci ripartire

di Franco A. Grassini

Il mondo, soprattutto quello economico, è in continua evoluzione. Ma se è sempre difficile fare previsioni, la guerra in Ucraina, con possibili catastrofi globali, le rende ancor più ardue e necessariamente coraggiose. Poiché non possiamo stare fermi e abbiamo necessità di organizzarci per il futuro, vale la pena rammentare che il sistema capitalista, prevalente in molti Paesi occidentali e orientali e fondato sulla completa libertà delle imprese, stava già mutando prima degli ultimi scossoni globali. Di sicuro il Covid-19 ha svolto un ruolo non trascurabile, ma ci sono altri fattori che hanno spinto verso il cambiamento. Uno, di peso, è la crescente coscienza, anche da parte dell’uomo comune, che i mutamenti climatici rappresentano un pericolo per la salute non solo di chi vive in città sovraffollate e inquinate dal traffico privato e spesso anche pubblico. Nei regimi democratici, i politici si sono subito resi conto di questi stati d’animo e sono intervenuti con politiche che non si erano mai viste in precedenza. Sono stati spinti anche dalla percezione da parte di molti dei loro elettori di un rigetto delle diseguaglianze che toccano non solo i poveri, ma parti non trascurabili del ceto medio. Biden, presidente Usa, ha fatto della creazione di nuovi posti di lavoro, con retribuzioni anti-povertà, un caposaldo della sua politica. Le resistenze, anche all'interno del partito democratico, il suo, sono state notevoli. Eppure per raggiungere gli obiettivi non si è limitato a incentivi fiscali, ma ha gonfiato la spesa pubblica. Un'altra cosa mai vista è stata la Commissione Antitrust non limitarsi a punire gli eccessi monopolistici delle grandi aziende, ma ha favorito la crescita di imprese medie e piccole. Anche in Italia, grazie ai consistenti fondi europei, sono in corso o in preparazione interventi pubblici in vari ambiti. Il problema ha due aspetti. Il primo è se l'imponenza degli interventi pubblici, da noi e nell'Ue, non alimenterà l'inflazione. La si può evitare tagliando spese pubbliche non utili. Il secondo e più importante aspetto è se tali interventi saranno in grado di modificare la struttura dell'economia del Paese. Occorre assicurare anche in futuro una crescita simile a quella del resto dell'Europa. Bisogna, poi, evitare che, come accade ora, troppi nostri giovani qualificati lascino l'Italia rendendola una nazione destinata al declino. Certezze sul futuro non esistono, ma dobbiamo preparaci. Se sapremo scegliere bene nelle urne, potremo farcela. Franco A. Grassini