GUERRA / 2

L'orologio che preme il bottone rosso

di Luca Ancetti

Tra propaganda e minacce. Martedì 1 marzo, giorno della votazione in Parlamento sulle misure in favore dell’Ucraina, Sergey Lavrov, ministro degli Esteri di Putin, ha fatto recapitare, tramite l’ambasciatore russo in Italia, ai parlamentari della commissione Difesa una lettera in cui avverte che «le azioni dell’Ue non resteranno senza risposta». La Russia continuerà a perseguire i suoi interessi nazionali a prescindere dalle sanzioni». Lavrov ha alzato il tiro della intimidazione qualche riga dopo: «I cittadini e le strutture della Ue coinvolti nella fornitura di armi letali e di carburante alle forze armate ucraine saranno ritenuti responsabili di qualsiasi conseguenza di tali azioni nel contesto dell'operazione speciale militare in corso». Altro che guerra fredda. Lavrov è la stessa persona che 24 ore dopo aver scritto la missiva ai parlamentari italiani ha, nel corso di una conferenza stampa, evocato l'atomica nel caso si arrivasse alla terza guerra mondiale. Parole le une inaccettabili, le altre inascoltabili e che però alimentano paura, ma non per questo debbono farci arretrare rispetto alle scelte a sostegno di un popolo invaso. Una paura che ieri si è sentito di esprimere davanti alla Commissione giuridica del Parlamento Ue anche il giornalista russo Dmitry Muratov, fondatore del periodico indipendente Novaya Gazeta, premio Nobel per la pace nel 2021: «Temo che qualcuno al Cremlino sarà tentato prima o dopo di premere il bottone rosso». Ipotesi che sembrava destinata solo alla trama di un film, e che invece è protagonista di una realtà, tratteggiata dai piani folli di un tiranno e della sua guerra, così, mentre i negoziati avanzano timidamente e l'assedio di morte e distruzione continua, dobbiamo confidare nell'azione delle diplomazie per non fornire alcun drammatico motivo al gruppo di scienziati del Bulletin of the Atomics Scientists per spostare in avanti le lancette del Doomsday clock, l'orologio dell'Apocalisse, che dopo la tragedia di Hiroshima segnava le 23,53 e il cui conteggio simbolico è fermo dal 2020. Ma a soli 100 secondi dalla mezzanotte.