MOSSE AVVENTATE

La lezione del Covid e i senza memoria

di Nicoletta Martelletto

Perché nel nome della discontinuità politica si cancella la lezione del Covid? La pandemia è stata una delle prove più violente e pesanti per la vita privata e pubblica degli ultimi anni, un tunnel da cui siamo usciti con le ossa rotte, 177 mila morti dal febbraio 2020 al settembre scorso e un picco di spese sanitarie mai raggiunto prima. Il governo Meloni attraverso il ministro Schillaci sta orientandosi al «liberi tutti», accantonando in quattro e quattr’otto i parametri che sono serviti fino a oggi per uscire da questa terribile esperienza: c’è l’ipotesi di cancellare le multe per gli over 50 no vax e di abolire l’obbligo delle mascherine in rsa e ospedali; di sollevare dall’obbligo vaccinale il personale sanitario, fino al reintegro dei sanitari non vaccinati in nome dell’emergenza personale nelle Ulss. Le multe? Una sanatoria, né più né meno di quanto accade con gli abusi edilizi. La mascherina? Ha fatto crollare in due anni ogni tipo di infezione respiratoria, come confermano i farmacisti, e da scudo anti Covid, eppure sarà declassata a semplice optional. D'accordo, il quadro pandemico è cambiato radicalmente. Ma quegli italiani che hanno rispettato le regole e il distanziamento, che si sono vaccinati per tutelare i propri cari prima ancora che se stessi, come possono ritrovarsi improvvisamente minoranza a fronte di una prospettiva che non sembra tener conto di quanto è accaduto e di un virus che con le sue mutazioni vorrà sopravvivere? Sono milioni di persone che hanno creduto che il destino collettivo fosse superiore a quello individuale e che vedranno per assurdo premiati i più furbi. L’altro giorno a una cerimonia pubblica, un professionista di livello internazionale ha spiegato di intervenire dovunque con protezioni e distanziamento, anche in futuro perché «al Covid ho già dato», essendo uscito dalla rianimazione per un miracolo. È uno dei tanti testimoni di una sanità che ha funzionato, guidata dalla scienza e da eccellenti medici e infermieri. Ora su un tema delicato di salute pubblica, servono soprattutto coerenza scientifica e gradualità più che rotture di schemi in ragione di mere promesse elettorali.